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	<title>Caterina Pes</title>
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		<title>27 gennaio 2012 Giornata della memoria</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<title>Interrogazione Radar Capo S. Marco</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 15:40:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attività istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogazioni e interpellanze]]></category>

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		<description><![CDATA[25 gennaio 2012 &#8211; Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare Al Ministro della Difesa Premesso che: -         Nel mese di maggio 2011 è stata resa nota l&#8217;intenzione di installare, sulle coste della Sardegna, dei radar di modello Elm-2226 di fabbricazione israeliana, su progetto della Guardia di Finanza con lo scopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>25 gennaio 2012 &#8211; Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare</p>
<p>Al Ministro della Difesa</p>
<p>Premesso che:</p>
<p>-         Nel mese di maggio 2011 è stata resa nota l&#8217;intenzione di installare, sulle coste della Sardegna, dei radar di modello Elm-2226 di fabbricazione israeliana, su progetto della Guardia di Finanza con lo scopo di prevenire l&#8217;immigrazione clandestina;</p>
<p>-         Questi radar a micro-onde riuscirebbero a monitorare la superficie del mare a una distanza di circa 50 miglia;</p>
<p>-         I radar della Guardia di Finanza vanno ad aggiungersi agli undici radar VTS della Guardia Costiera;</p>
<p>-         Fin da subito le popolazioni dei luoghi interessati hanno manifestato la loro contrarietà all’installazione dei radar, costituendosi in comitati (“No Radar”);</p>
<p>-         Congiuntamente alle associazioni in difesa del territorio, Italia Nostra ha  promosso un ricorso al TAR per evidenziare i pericoli per la salute che l’installazione dei radar avrebbe causato;</p>
<p>-         A causa delle criticità emerse in fase di installazione, alle contestazioni, al ricorso al TAR e alle interrogazioni anche della sottoscritta, la Guardia di Finanza ha rinunciato a installare i radar in Sardegna nei siti di Ischia Ruggia (Tresnuraghes), Capo Sperone (Sant&#8217;Antioco), Capo Pecora (Fluminimaggiore) e l&#8217;Argentiera (Sassari), individuando in alternativa quattro aree militari: Capo Caccia ad Alghero, Capo San Marco a Cabras, Capo Sandalo nell&#8217;isola di San Pietro e Capo Sant&#8217;Elia a Cagliari;</p>
<p>-         con nota 1.7.2011 il Comando Generale della Guardia di Finanza  ha richiesto la concessione di ospitalità presso siti in uso della Marina Militare Italiana ed alle Capitanerie di Porto per la Rete radar costiera;</p>
<p>-         I nuovi siti individuati  (Capo S.Elia, Capo Sandalo, Capo S. Marco e Capo Caccia)  per l’installazione dei radar presentano le stesse caratteristiche paesaggistiche e ambientali di quelli individuati precedentemente, pertanto presentono le stesse criticità;</p>
<p>-         In particolare l’area di Capo San Marco (in provincia di Oristano) è interessata da vincoli naturalistici (decreto legislativo n.42/2004 e s.m.i.), dal vincolo di conservazione integrale (legge regionale n.23/1993) ;</p>
<p>-         prospiciente Capo San Marco si trova il complesso archeologico di Tharros, il quale in seguito all’installazione del radar potrebbe subire una perdita di visitatori con gravissimi conseguenze all’intero comporto turistico del territorio;</p>
<p>-         la pesca, altro elemento portante dell’economia del luogo, subirebbe delle grandi perdite;</p>
<p>-         l’attività di traffico marittimo nel  porto di Oristano e Bosa sarebbero compromessi;</p>
<p>Considerato che:</p>
<p>-         si è formato un comitato di cittadini contrario all’installazione del radar e alcuni giorni fa un gruppo di circa 200 persone ha sfilato per manifestare la propria contrarietà al  radar a Capo San Marco;</p>
<p>-         poco distante da capo San Marco si trova la base militare di Capo Frasca nella quale già sussiste un impianto radar di considerevole importanza;</p>
<p>-         La Sardegna ospita già il 60% del totale delle basi militari italiane;</p>
<p>Per sapere dai Ministri interrogati se:</p>
<p>-         se non ritengano fortemente lesivo della dignità dei luoghi, dei territori e delle popolazioni coinvolte la costruzione di ulteriori radar in un territorio già profondamente sfruttato;</p>
<p>-         se non ritengano improcrastinabile adoperarsi per tutelare le aree interessate dalle installazioni  vincolate ai sensi della normativa europea, statale e regionale, per l&#8217;elevato valore ambientale, faunistico e paesaggistico, oltreché tutelare l’economia dei luoghi interessati;</p>
<p>On.Caterina Pes</p>
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		<title>Alcoa e precari, torna l&#8217;attualità con Monitor</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[19 gennaio 2012 &#8211; Su Videolina ripartono i dibattiti in prima serata legati ai temi dell&#8217;attualità, della politica, dell&#8217;economia con, sullo sfondo, la Sardegna. L&#8217;appuntamento è per questa sera alle 21 con Monitor, in diretta dai nuovi studi di piazza L&#8217;Unione Sarda, a Cagliari, nel complesso polifunzionale di Santa Gilla. Affidata alla cura e alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>19 gennaio 2012 &#8211; Su Videolina ripartono i dibattiti in prima serata legati ai temi dell&#8217;attualità, della politica, dell&#8217;economia con, sullo sfondo, la Sardegna. L&#8217;appuntamento è per questa sera alle 21 con Monitor, in diretta dai nuovi studi di piazza L&#8217;Unione Sarda, a Cagliari, nel complesso polifunzionale di Santa Gilla.<br />
Affidata alla cura e alla conduzione di Emanuele Dessì, direttore del Tg di Videolina, la prima puntata della nuova serie di Monitor avrà per titolo &#8220;Mille lire al mese&#8230;&#8221;. Al centro del dibattito i costi della politica, ma anche le difficoltà di molte famiglie, in Sardegna più che altrove, di poter contare su un reddito. La regia è di Angelo Palla, responsabile di produzione Alice Navarino.<br />
Interverranno il presidente della Regione Ugo Cappellacci; il deputato del Pd Caterina Pes; il sindaco di Maracalagonis Antonella Corona; Claudia Mariani, moglie di un operaio dell&#8217;Alcoa; Maddalena Calvisi, l&#8217;insegnante di francese che per denunciare il mancato pagamento dello stipendio si era attendata nel cortile della scuola, a Oristano. Interverrà anche Dante Sanna, primo maitre di Bultei, per 25 anni sulle navi da crociera della Costa in giro per il mondo.<br />
In studio anche una delegazione dei lavoratori dell&#8217;Alcoa e del coordinamento degli insegnanti precari che, per sollevare i problemi della categoria, ha iniziato uno sciopero della fame. Alla realizzazione di Monitor collabora la redazione del telegiornale.</p>
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		<title>Comunicato sulla scarcerazione di Adbou Lahat Diop</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati e note stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[19 gennaio 2012 &#8211; Apprendo con gioia della Scarcerazione di Abdou Lahat Diop Durante la visita che ho fatto lunedì nel carcere di oristano , devo dire che ho trovato Abdou molto bene, consapevole della situazione che stava vivendo e soprattutto fiducioso nella giustizia italiana . Che ha mostrato la forza dell&#8217;Italia come stato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>19 gennaio 2012 &#8211; Apprendo con gioia della Scarcerazione di Abdou Lahat Diop Durante la visita che ho fatto lunedì nel carcere di oristano , devo dire che ho trovato Abdou molto bene, consapevole della situazione che stava vivendo e soprattutto fiducioso nella giustizia italiana . Che ha mostrato la forza dell&#8217;Italia come stato di diritto. Un grazie a tutti coloro, associazioni e singoli cittadini , che in questi giorni si sono impegnati per Abdou Lahat. Questa vicenda ha dimostrato che tutti , se uniti , possiamo , con la partecipazione attiva, contribuire a migliorare il nostro paese. Caterina Pes</p>
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		<title>Cagliari. Mobilitazione per sostenere la liberazione di Abdou, dichiarato incapace di intendere e socialmente pericoloso</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 09:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Dalla stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[17 Gennaio 2012 &#8211; Da La Nuova Sardegna La preghiera del senegalese: «No all’Opg» Arrestato dai carabinieri dopo una colluttazione, rischia l’ospedale psichiatrico giudiziario CAGLIARI. Chissà se quella sera il senegalese Abdou Lahat Diop stava pregando con troppa enfasi in mezzo alla strada oppure, completamente fuori di sé, stava minacciando i passanti con lanci di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>17 Gennaio 2012 &#8211; Da La Nuova Sardegna</p>
<p><strong>La preghiera del senegalese: «No all’Opg»</strong></p>
<p><strong><em>Arrestato dai carabinieri dopo una colluttazione, rischia l’ospedale psichiatrico giudiziario</em></strong></p>
<p><em>CAGLIARI. Chissà se quella sera il senegalese Abdou Lahat Diop stava pregando con troppa enfasi in mezzo alla strada oppure, completamente fuori di sé, stava minacciando i passanti con lanci di pietre e sputi? Il fatto certo è che ora rischia di essere internato nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa, in seguito a una una perizia con la quale è stata accertata la sua incapacità di intendere e di volere e anche la pericolosità sociale.</em></p>
<p><em>di   Pierluigi Carta e Elia Sanna </em></p>
<p> La storia di Abdou Lahat Diop, 30 anni, è venuta alla luce in seguito alla mobilitazione del comitato sardo Stop Opg, della parlamentare del Pd Caterina Pes e dei consiglieri regionali Claudia Zuncheddu, Irma Ibba e Gianvalerio Sanna. Il comitato, attivo nella battaglia contro gli ospedali psichiatrici giudiziari, ha intrapreso una lotta per garantire il diritto di Abdou Lahat Diop, attualmente rinchiuso nel carcere di Oristano, a difendersi in un giusto processo ed evitargli così la detenzione in un Opg.<br />
 Secondo quanto spiegato dal Comitato, il 16 dicembre Abdou Lahat Diop era stato fermato da un maresciallo dei carabinieri in borghese preoccupato per il senegalese, suo vicino di casa, trovato mentre pregava in una strada comunale tra Abbasanta e Ghilarza. Il senegalese stava seguendo un rito proprio della della religione islamica Murid e Abdou, che voleva proseguire il suo rito, aveva reagito bruscamente. L’intervento delle forze dell’ordine aveva messo termine alle preghiere di Abdou, arrestato per resistenza, violenza, minaccia a pubblico ufficiale e rifiuto di dichiarare le generalità.<br />
 Una versione che contrasta con quella dei carabinieri di Ghilarza e anche di numerosi testimoni che quel giorno avevano assistito all’episodio. I carabinieri erano intervenuti in seguito al grave stato di alterazione psichica del senegalese. Abdou, fuori di sè, aveva minacciato anche con lanci di pietre, i passanti e alcuni li aveva anche sputati. La sua prestanza fisica, oltre due metri d’altezza, incuteva paura e per questo era stato richiesto l’intervento dei carabinieri. Il primo a tentare un approccio con lui era stato un maresciallo suo vicino di casa, ma il tentativo non era andato a buon fine. Erano arrivati i rinforzi e uno dei carabinieri era rimasto ferito nel tentativo di bloccare il senegalese, finendo all’ospedale con lesioni guaribili in 20 giorni. I militari con grande difficoltà ed evitando di procurargli lesioni erano infine riusciti a bloccare Abdou.<br />
 Nel processo svolto per direttissima il giorno dopo, la difesa (l’avvocato d’ufficio Enrico Meloni) aveva proposto il rito abbreviato dopo una perizia psichiatrica, che si era però conclusa con una dichiarazione di incapacità di intendere e pericolosità sociale. Un esito contestato dal legale di Abdou Lahat Diop, l’avvocato Dario Sarigu, subentrato subito dopo nella difesa del senegalese. «Il fermo rientra nella normalità, sarebbe opportuno, invece, che il perito ritornasse sui suoi passi. Siamo in attesa di una rivalutazione della perizia, per la quale si è mostrato disponibile».<br />
 «Le dinamiche dell’arresto, il processo per direttissima e la perizia psichiatrica risultano poco chiare», ha affermato Gisella Trincas, del comitato sardo Stop Opg. «Il problema è l’esito, stilato dopo tre incontri di brevissima durata e senza l’appoggio di un mediatore culturale o di un interprete», ha aggiunto Roberto Loddo, portavoce del comitato. Baye Lahat, come viene chiamato Abdou dalla sua comunità, è ora sedato e a breve potrebbe essere trasferito nell’ospedale psichiatrico di Aversa, fino all’udienza del 15 febbraio. Il comitato, al quale aderiscono la Cgil Sarda, il Tribunale per i diritti del malato, l’Asce e anche l’Unione culturale islamica in Sardegna e altre 29 associazioni, ha già inoltrato un appello al Presidente della Repubblica, che già aveva preso una posizione netta riguardo alla chiusura degli Opg.<br />
 Il deputato Caterina Pes è andata nel carcere di Oristano per incontrare Abdou. «L’ho trovato bene, adeguato, in termini psichiatrici, tenero, mite, vestito e pettinato in maniera sobria &#8211; ha spiegato la deputata del Pd -. Si è reso conto della reazione spropositata che ha avuto ed è pronto a scusarsi col maresciallo che ha colpito. Ma in un paese civile non dovrebbe sussistere nessun rapporto tra prigione e salute mentale. Forse Abdou ha bisogno di cure, ma in strutture adeguate e vicino alla sua comunità».<br />
 Caterina Pes ha quindi annunciato un’interrogazione parlamentare nel caso in cui la perizia non venga rivalutata. Il referente dell’ambasciata senegalese in provincia di Cagliari, Abdou Ndiaye, non mette in dubbio il lavoro svolto dai carabinieri ma ricorda che bisogna prestare attenzione al background culturale dei cittadini. «Abbiamo mediatori culturali pronti a collaborare &#8211; e aggiunge &#8211; Abdou Lahat Diop è una persona come tutti noi; il suo percorso spirituale l’ha visto reduce da una settimana di digiuno e coinvolto in uno stato di devozione molto forte. La situazione si sarebbe risolta con la presenza di un senegalese capace di appianare la situazione</p>
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