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	<title>Caterina Pes &#187; Sardegna</title>
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		<title>Interrogazione sul rapimento di Rossella Urru</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 13:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-05636 presentata da CARMEN MOTTA giovedì 27 ottobre 2011, seduta n.543 MOTTA, PES, BOSSA, CALVISI, FADDA, GRIMOLDI, MARROCU, MELIS, ARTURO MARIO LUIGI PARISI, SCHIRRU e SORO. &#8211; Al Ministro degli affari esteri. &#8211; Per sapere &#8211; premesso che: nella notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre 2011, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Atto Camera</p>
<p>Interrogazione a risposta in Commissione 5-05636<br />
presentata da<br />
CARMEN MOTTA<br />
giovedì 27 ottobre 2011, seduta n.543</p>
<p>MOTTA, PES, BOSSA, CALVISI, FADDA, GRIMOLDI, MARROCU, MELIS, ARTURO MARIO LUIGI PARISI, SCHIRRU e SORO. &#8211;<br />
Al Ministro degli affari esteri.<br />
 &#8211; Per sapere &#8211; premesso che: </p>
<p>nella notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre 2011, nei campi profughi saharawi di Rabuni, nei pressi di Tindouf in Algeria, tre cooperanti della solidarietà internazionale sono stati rapiti. Si tratta dell&#8217;italiana Rossella Urru della ONG CISP e di due cittadini spagnoli, Ainhoa Fernandez de Rincon, dell&#8217;associazione Amici del popolo saharawi di Extremadura, e Enric Gonyalons dell&#8217;associazione Mundubat; </p>
<p>secondo le ricostruzioni, il rapimento sarebbe avvenuto intorno alla mezzanotte ad opera di un gruppo armato proveniente dal Mali; </p>
<p>il sequestro, attribuito, dalle prime notizie pervenute, al gruppo terroristico Aqmi, braccio armato di Al Qaeda nel Maghreb, riveste una particolare gravità sul piano politico in considerazione del fatto che si tratta del primo accadimento del genere nei 36 anni di esilio del popolo Saharawi in Algeria; </p>
<p>il Presidente della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), Mohamed Abdelaziz, con una lettera indirizzata al segretario generale dell&#8217;ONU Ban Ki-moon, ha chiesto una condanna della comunità internazionale dell&#8217;accaduto e un sostegno al Fronte Polisario nel contrasto al terrorismo; </p>
<p>secondo il Presidente Abdelaziz «questo attacco terroristico contro dei campi profughi dove vivono rifugiati saharawi pacifici, donne, bambini, anziani, disabili, rappresentanti di organizzazioni internazionali e di ONG che lavorano in campo umanitario, è volto ad intimidire i cooperanti stranieri, alterare la solidarietà internazionale nei confronti dei rifugiati e in quanto modo privarli dell&#8217;aiuto umanitario»; </p>
<p>associazioni di volontariato e della solidarietà internazionale sono intervenute pubblicamente per esprimere il proprio sostegno alle attività di indagine e la propria vicinanza alle famiglie delle persone rapite e alle organizzazioni impegnate sul campo nella difesa e nella promozione dei diritti umani del popolo Saharawi -: </p>
<p>se, da parte del Ministro interrogato, siano stati attivati tutti i canali diplomatici ed investigativi disponibili, in collaborazione con le autorità locali algerine e saharawi, al fine di giungere quanto prima alla liberazione della nostra connazionale, Rossella Urru, e dei due volontari spagnoli rapiti nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011.(5-05636)</p>
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		<title>Rapimento Urru: replica al Ministro degli Esteri</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 13:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[11 novembre 2011 – In un&#8217;interrogazione rivolta nelle scorse settimane al ministro degli Affari Esteri di cui sono cofirmataria insieme ad alcuni colleghi del gruppo del Partito Democratico ho chiesto al Governo e, nello specifico, al rappresentante della Farnesina quali azioni politiche e diplomatiche l&#8217;esecutivo stesse conducendo per favorire la liberazione di Rossella Urru, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>11 novembre 2011 – In un&#8217;interrogazione rivolta nelle scorse settimane al ministro degli Affari Esteri di cui sono cofirmataria insieme ad alcuni colleghi del gruppo del Partito Democratico ho chiesto al Governo e, nello specifico, al rappresentante della Farnesina quali azioni politiche e diplomatiche l&#8217;esecutivo stesse conducendo per favorire la liberazione di Rossella Urru, la cooperante di Samugheo rapita nella notte tra il 22 e il 23 ottobre insieme ad alcuni colleghi spagnoli nel campo Saharawi di Rabuni, situato nel Sud-ovest dell&#8217;Algeria.</p>
<p>La gravità del fatto impone di avviare tutti i passi necessari con estrema cautela e sollecitudine: il Governo, per bocca del Ministero degli Esteri, ha assicurato, in risposta all&#8217;interrogazione, di aver provveduto ad attivare diversi contatti diplomatici con i rappresentanti dei Paesi coinvolti – Spagna, Algeria e altri stati della fascia sub-sahariana – e, tramite l&#8217;Unità di crisi della Farnesina, di aver stabilito un canale informativo diretto con la famiglia Urru.</p>
<p>Il coinvolgimento dei vari Stati è necessario quando si verificano fatti come questi in questione per favorire una concertazione di tutte le operazioni. Nelle settimane scorse, in effetti, il sottosegretario Boniver si è recata personalmente in alcuni Paesi  per chiedere concreta collaborazione: un&#8217;azione diplomatica intergovernativa è fondamentale per agire in aree e territori spesso privi di effettivo controllo politico e militare da parte degli Stati. </p>
<p>Nella replica al Governo, ho rilevato l&#8217;estrema delicatezza di questa azione diplomatica: la cautela e la discrezione con cui si muovono i rappresentanti delle nostre ambasciate sono mosse necessarie che si affiancano a tutte le attività politiche e di intelligence utili per il rilascio degli ostaggi. Per questo motivo auspico che si abbiano al più presto notizie confortanti sulla sorte della nostra connazionale e conterranea.</p>
<p>Il silenzio cui è avvolta l&#8217;intera operazione, infatti, se da un lato contribuisce a mantenere un clima di preoccupazione e di attesa  sia nella famiglia di Rossella che in tutta la comunità sarda e italiana, dall&#8217;altro fa emergere anche la fiducia che si giunga presto alla liberazione della cooperante di Samugheo e dei suoi due colleghi spagnoli.</p>
<p>Sempre in sede di replica, ho, inoltre, chiesto al Governo di accrescere l&#8217;impegno delle autorità italiane a tutela del popolo Saharawi che da oltre trent&#8217;anni si vede negare il proprio diritto all&#8217;autodeterminazione. Questa popolazione – presso la quale svolgevano la loro attività i tre ragazzi rapiti – rivendica  legittime aspirazioni di indipendenza nei confronti del Marocco. E non si possono dimenticare le numerose risoluzioni, in questa direzione, dell’ONU,  della Cotre Internazionale dall’ Aja e della stessa Comunità Europea. La soluzione di queste problematiche sociali e politiche concorrerebbe di sicuro a rendere più sicura l&#8217;intera area sub-sahariana.</p>
<p>Un ultima precisazione: non smetterò di occuparmi di Rossella e dei suoi colleghi sino al giorno della loro liberazione.</p>
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		<title>Oggi lo sciopero generale: la Sardegna si ferma per chiedere lavoro e opportunità</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 08:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[11 novembre 2011 – Oggi, 11 novembre 2011, la Sardegna del lavoro si ferma per lo sciopero generale indetto dalle segreterie regionali di Cgil-Cisl-Uil: un momento di unità organizzato dalle tre confederazioni sindacali per gridare il profondo disagio sociale ed economico in cui si trova la nostra Isola e per chiedere alle istituzioni un cambio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>11 novembre 2011 – Oggi, 11 novembre 2011, la Sardegna del lavoro si ferma per lo sciopero generale indetto dalle segreterie regionali di Cgil-Cisl-Uil: un momento di unità organizzato dalle tre confederazioni sindacali per gridare il profondo disagio sociale ed economico in cui si trova la nostra Isola e per chiedere alle istituzioni un cambio di rotta che porti la Sardegna lontana dal baratro in cui rischia di cadere.</p>
<p>La giornata di oggi – che si concluderà con una grande manifestazione di piazza a Cagliari – rappresenta un momento collettivo in cui lavoratori e imprese marciano insieme, solidali e consapevoli  che dalla grave crisi che l&#8217;attanaglia l&#8217;Isola potrà uscire solo con contributo collegiale di tutte le parti sociali attive: sindacati, lavoratori, imprese, istituzioni.</p>
<p>A questo grido di dolore non potrà rimanere insensibile la giunta Cappellacci, concentrata su se stessa a risolvere piccole beghe di bottega, colpevole di immobilismo e di non aver saputo dare risposte concrete alle richieste del mondo del lavoro: sono ancora numerose, infatti, le vertenze sospese per aria, tavoli tecnici che rischiano di morire che si chiamano Ottana, Legler, Euroallumina, Vilnys, solo per citare i più famosi, ma che non devono offuscare le tante piccole e medie imprese in difficoltà e spesso esposte con le banche: una situazione generale precaria e diffusa perché, oggi, a soffrire per la mancanza di risorse e di opportunità è tutto il tessuto sociale ed economico isolano.</p>
<p>La nostra regione, priva di un sistema di trasporti e di collegamenti efficiente che la colleghi al resto del Continente insegue da anni una continuità territoriale senza interruzioni e a costi contenuti. Ma nell&#8217;attesa, l&#8217;Isola subisce un inarrestabile spopolamento delle zone interne e migliaia di ragazzi, compiuti gli studi, partono per mancanza di opportunità.</p>
<p>La Sardegna paga un prezzo troppo alto a questa crisi: gli indicatori sono impietosi e parlano di una disoccupazione crescente, ormai insopportabile.</p>
<p>I sindacati confederali che hanno indetto la mobilitazione invocano un piano straordinario per il lavoro: un programma di emergenza che metta in campo tutte le azioni necessarie per creare nuova occupazione stabile e non precaria, che consenta un accesso al credito vantaggioso per le imprese, e ridia fiato a settori produttivi – artigianato, agricoltura, commercio – oggi sull&#8217;orlo della catastrofe.</p>
<p>La battaglia dei lavoratori che oggi scendono in piazza è la battaglia di tutto il lavoro, senza aggettivi o differenze: patiscono la crisi anche vasti comparti dei servizi – il turismo in particolare &#8211; e del pubblico impiego; la scuola sarda ha anch&#8217;essa pagato un prezzo altissimo con l&#8217;espulsione in questi anni di migliaia di insegnanti e di personale tecnico ed ausiliario e con la chiusura di decine di scuole e di istituti.</p>
<p>Oggi al mondo della scuola sarda è stato impedito di aderire allo sciopero, ma in piazza scenderanno comunque migliaia di studenti delle scuole secondarie e dell&#8217;università per rivendicare i diritti e le tutele che oggi mancano alle nuove generazioni, incapaci per questo motivo di poter pensare a un futuro lavorativo e professionale sicuro e garantito</p>
<p>La giornata di oggi, grande e bella per imponenza e partecipazione, è un avviso per la politica che non può far più finta di non udire la voce di migliaia di lavoratori: ora bisogna agire, perché allo sciopero si risponde con l&#8217;azione concreta e con l&#8217;assunzione delle responsabilità. La scommessa che la Sardegna deve vincere passa per una nuova via economica legata a forme energetiche alternative e compatibili, a un sistema turistico rispettoso dell&#8217;ambiente e del paesaggio che sappia valorizzare e integrare le specificità e le bellezze dell&#8217;artigianato e dell&#8217;agroindustria.</p>
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		<title>L’importanza della Piazza</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 20:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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		<description><![CDATA[4 novembre 2011 &#8211; Domani, 5 novembre il Partito Democratico sarà in Piazza San Giovanni a Roma. Un grande appuntamento per sostenere l’alternativa alla destra che ci governa. Dalla Sardegna sono partite due navi, una da Cagliari e una da Olbia e la nostra provincia sarà presente con due pullman, Un grande atto di generosità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>4 novembre 2011 &#8211; Domani, 5 novembre il Partito Democratico sarà in Piazza San Giovanni a Roma. Un grande appuntamento per sostenere l’alternativa alla destra che ci governa. Dalla Sardegna sono partite due navi, una da Cagliari e una da Olbia e la nostra provincia sarà presente con due pullman, Un grande atto di generosità e di partecipazione considerata la difficoltà dei trasporti per la nostra isola</p>
<p>Domani anche io sarò in Piazza San Giovanni.</p>
<p>Come gruppo parlamentare da lunedì ricominceremo un’altra battaglia sul bilancio dello Stato. Proveremo a mettere la destra alla prova ancora una vota, perché la gravità della situazione economica del Paese lo richiede.</p>
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		<title>Question time sui Radar: il governo non risponde</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 16:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[27 luglio 2011 &#8211; Sono sconcertata per la risposta che il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito ha dato nel corso del question time all&#8217;interrogazione presentata dai parlamentari sardi del Pd sul progetto di installazione di alcuni radar sulla costa occidentale della Sardegna. L&#8217;interrogazione, illustrata questo pomeriggio nell&#8217;aula di Montecitorio da me [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>27 luglio 2011 &#8211; Sono sconcertata per la risposta che il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito ha dato nel corso del question time all&#8217;interrogazione presentata dai parlamentari sardi del Pd sul progetto di installazione di alcuni radar sulla costa occidentale della Sardegna. </p>
<p>L&#8217;interrogazione, illustrata questo pomeriggio nell&#8217;aula di Montecitorio da me e da Giulio Calvisi, chiedeva al governo di rendere pubblica la mappatura dei siti in cui si intendono installare i radar per conto della Guardia di finanza e della Guardia costiera.</p>
<p>Da parte del Ministro non c’è stato nessun chiarimento, nonostante più volte sollecitato in sede ufficiale.</p>
<p>Il Ministro ha sorvolato sulla nostra precisa domanda: quanti sono i radar da installare, dove verranno precisamente collocati e quali sono di pertinenza della Guardia costiera e quali della Guardia di finanza?.</p>
<p>Inoltre rimane aperta un&#8217;altra questione molto importante: i siti adibiti all&#8217;installazione dei radar, infatti, rischiano di aumentare il peso delle servitù militari in Sardegna, strappando alla collettività un&#8217;altra porzione di territorio libero in aree di grande pregio dal punto di vista ambientale e paesaggistico.</p>
<p>Non si può prescindere dalla posizione espressa dalle popolazioni dei territori in cui dovrebbero essere collocati i radar: Capo Pecora a Fluminimaggiore, Capo Sperone a Sant&#8217;Antioco, Punta Foghe a Tresnuraghes e Capo Argentiera nel comune di Sassari.</p>
<p>I cittadini autocostituitisi in comitato hanno espresso in numerose iniziative pubbliche la loro contrarietà ai radar, temendo sia le ricadute dal punto di vista della salute che l&#8217;impatto ambientale che questi dispositivi potrebbero avere sulla costa.</p>
<p>La reticenza del governo procura un grave danno al diritto delle popolazioni ad essere informate e adombra il sospetto che dietro questo progetto si nasconda un potenziamento delle servitù militari in Sardegna.</p>
<p>Come parlamentari sardi del Partito democratico solleciteremo il Governo a rendere pubblica la lista dei siti in cui si intendono realizzare i radar e soprattutto a dare una risposta immediata alle popolazioni locali che vedono violato il territorio e rischiano di non essere più padroni a casa propria.</p>
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