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	<title>Caterina Pes &#187; Interrogazioni e interpellanze</title>
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		<title>Interrogazione Radar Capo S. Marco</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 15:40:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Attività istituzionale]]></category>
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		<description><![CDATA[25 gennaio 2012 &#8211; Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare Al Ministro della Difesa Premesso che: -         Nel mese di maggio 2011 è stata resa nota l&#8217;intenzione di installare, sulle coste della Sardegna, dei radar di modello Elm-2226 di fabbricazione israeliana, su progetto della Guardia di Finanza con lo scopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>25 gennaio 2012 &#8211; Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare</p>
<p>Al Ministro della Difesa</p>
<p>Premesso che:</p>
<p>-         Nel mese di maggio 2011 è stata resa nota l&#8217;intenzione di installare, sulle coste della Sardegna, dei radar di modello Elm-2226 di fabbricazione israeliana, su progetto della Guardia di Finanza con lo scopo di prevenire l&#8217;immigrazione clandestina;</p>
<p>-         Questi radar a micro-onde riuscirebbero a monitorare la superficie del mare a una distanza di circa 50 miglia;</p>
<p>-         I radar della Guardia di Finanza vanno ad aggiungersi agli undici radar VTS della Guardia Costiera;</p>
<p>-         Fin da subito le popolazioni dei luoghi interessati hanno manifestato la loro contrarietà all’installazione dei radar, costituendosi in comitati (“No Radar”);</p>
<p>-         Congiuntamente alle associazioni in difesa del territorio, Italia Nostra ha  promosso un ricorso al TAR per evidenziare i pericoli per la salute che l’installazione dei radar avrebbe causato;</p>
<p>-         A causa delle criticità emerse in fase di installazione, alle contestazioni, al ricorso al TAR e alle interrogazioni anche della sottoscritta, la Guardia di Finanza ha rinunciato a installare i radar in Sardegna nei siti di Ischia Ruggia (Tresnuraghes), Capo Sperone (Sant&#8217;Antioco), Capo Pecora (Fluminimaggiore) e l&#8217;Argentiera (Sassari), individuando in alternativa quattro aree militari: Capo Caccia ad Alghero, Capo San Marco a Cabras, Capo Sandalo nell&#8217;isola di San Pietro e Capo Sant&#8217;Elia a Cagliari;</p>
<p>-         con nota 1.7.2011 il Comando Generale della Guardia di Finanza  ha richiesto la concessione di ospitalità presso siti in uso della Marina Militare Italiana ed alle Capitanerie di Porto per la Rete radar costiera;</p>
<p>-         I nuovi siti individuati  (Capo S.Elia, Capo Sandalo, Capo S. Marco e Capo Caccia)  per l’installazione dei radar presentano le stesse caratteristiche paesaggistiche e ambientali di quelli individuati precedentemente, pertanto presentono le stesse criticità;</p>
<p>-         In particolare l’area di Capo San Marco (in provincia di Oristano) è interessata da vincoli naturalistici (decreto legislativo n.42/2004 e s.m.i.), dal vincolo di conservazione integrale (legge regionale n.23/1993) ;</p>
<p>-         prospiciente Capo San Marco si trova il complesso archeologico di Tharros, il quale in seguito all’installazione del radar potrebbe subire una perdita di visitatori con gravissimi conseguenze all’intero comporto turistico del territorio;</p>
<p>-         la pesca, altro elemento portante dell’economia del luogo, subirebbe delle grandi perdite;</p>
<p>-         l’attività di traffico marittimo nel  porto di Oristano e Bosa sarebbero compromessi;</p>
<p>Considerato che:</p>
<p>-         si è formato un comitato di cittadini contrario all’installazione del radar e alcuni giorni fa un gruppo di circa 200 persone ha sfilato per manifestare la propria contrarietà al  radar a Capo San Marco;</p>
<p>-         poco distante da capo San Marco si trova la base militare di Capo Frasca nella quale già sussiste un impianto radar di considerevole importanza;</p>
<p>-         La Sardegna ospita già il 60% del totale delle basi militari italiane;</p>
<p>Per sapere dai Ministri interrogati se:</p>
<p>-         se non ritengano fortemente lesivo della dignità dei luoghi, dei territori e delle popolazioni coinvolte la costruzione di ulteriori radar in un territorio già profondamente sfruttato;</p>
<p>-         se non ritengano improcrastinabile adoperarsi per tutelare le aree interessate dalle installazioni  vincolate ai sensi della normativa europea, statale e regionale, per l&#8217;elevato valore ambientale, faunistico e paesaggistico, oltreché tutelare l’economia dei luoghi interessati;</p>
<p>On.Caterina Pes</p>
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		<title>Interrogazione algerini</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 12:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Attività istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogazioni e interpellanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Ministro dell’Interno, Al Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Premesso che: In data 11 novembre un’imbarcazione di 6 metri, con un motore di 40 cavalli, è partita da Annaba (Algeria) con 29 migranti e destinazione Francia; Due  giorni dopo la partenza, i Carabinieri di Carbonia hanno intercettato la richiesta di aiuto inviato dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro dell’Interno,</p>
<p>Al Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione</p>
<p>Premesso che:</p>
<p>In data 11 novembre un’imbarcazione di 6 metri, con un motore di 40 cavalli, è partita da Annaba (Algeria) con 29 migranti e destinazione Francia;</p>
<p>Due  giorni dopo la partenza, i Carabinieri di Carbonia hanno intercettato la richiesta di aiuto inviato dal cellulare di un naufrago;</p>
<p>In data 16 novembre, dopo cinque giorni dalla partenza e tre dall’allarme, l’imbarcazione viene avvistata dalla Guardia costiera 65 miglia dalla costa;</p>
<p>I naufraghi, una volta recuperati, sono stati accompagnati al pronto soccorso di Iglesias in condizioni gravissime: fortemente disidratati, denutriti, in ipotermia, alcuni in stato soporoso;</p>
<p>uno di loro, di neanche 18 anni, è deceduto assiderato nell’imbarcazione nella notte tra il dodici e il tredici novembre;</p>
<p>quasi tutti i naufraghi presentavano le tipiche lesioni a mani e piedi di chi è stato a un passo dall’assideramento, alcuni presentavano fratture agli arti inferiori e superiori;</p>
<p>uno di loro presenta una lesione al polmone, probabilmente dovuta alla compressione toracica;</p>
<p>14 migranti stati accolti al centro di prima accoglienza di Elmas;</p>
<p>Rilevato che:</p>
<p>i dati di Fortess Europe &#8211; forniti dalla comunità di Sant’Egidio in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato – rivelano che nei primi cinque mesi del 2011 hanno perso la vita  nel Mediterraneo, durante il loro tragitto verso l’Europa, 1820 persone; di queste 1.633 in viaggio verso il nostro paese;</p>
<p>il bilancio dei morti  è presumibilmente molto più grave se si pensa a quanti si trovavano a bordo di imbarcazioni di cui non si è avuta più notizia e che non sono mai riuscite a toccare le nostre coste;</p>
<p>Il cambiamento degli assetti geopolitici che sta interessando i Paesi del Nord Africa ha spinto molte persone ad intraprendere le pericolose traversate in mare;</p>
<p>Considerato che:</p>
<p>la Convenzione di Ginevra relativa allo <em>status</em> dei rifugiati, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali, la Convenzione ONU contro la tortura e altre pene o trattamenti inumani o degradanti, la Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea e il Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell&#8217;immigrazione e norme sulla condizione dello straniero di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, vietano le espulsioni, i respingimenti e ogni forma di rinvio, diretto o indiretto, verso luoghi nei quali esista un serio rischio che le persone rinviate possano essere vittime di tortura, persecuzione, altre gravi violazioni dei diritti umani e conflitti armati o condizioni di violenza generalizzata;</p>
<p>in particolare, la Convenzione di Ginevra del 1951, all&#8217;articolo 33, stabilisce che &#8220;Nessuno Stato Contraente espellerà o respingerà, in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche.&#8221; L&#8217;obbligo di non-respingimento per gli Stati non comporta alcuna limitazione geografica e si applica a tutti gli agenti statali nell&#8217;esercizio delle loro funzioni all&#8217;interno o all&#8217;esterno del territorio nazionale. È vietata, quindi, non solo l&#8217;espulsione dal territorio di uno Stato ma anche il respingimento alle frontiere dello Stato o il rinvio o l&#8217;accompagnamento verso il luogo di temuta persecuzione;</p>
<p>Gli obblighi sanciti da questi strumenti internazionali e richiamati dalla normativa nazionale sono inderogabili e debbono essere sempre rispettati dalle autorità che svolgono attività di controllo alle frontiere e contrasto all&#8217;immigrazione irregolare, anche quando operano in zone extraterritoriali;</p>
<p>Per sapere dai Ministri interrogati:</p>
<p>se sono a conoscenza di quanto riportato in premessa;</p>
<p> se  nell’affrontare questa drammatica vicenda, siano stati rispettati i diritti fondamentali della persona sanciti dalle Convenzioni internazionali;</p>
<p>se intendano inaugurare una politica nuova rispetto a quanto fatto finora per fronteggiare la questione dell’immigrazione;</p>
<p>se il nostro Paese intende svolgere un ruolo più attivo nel promuovere a livello europeo un approccio, non solo più solidale tra gli stati membri, ma anche maggiormente attento all’integrazione e alla regolamentazione dei flussi migratori;</p>
<p> se siano in corso accordi bilaterali con l’Algeria per gestire in modo congiunto  i flussi migratori, agevolando riforme atte a migliorare la condizione di vita e aiutare lo sviluppo delle popolazioni sopraffatte dalla miseria e da regimi illiberali, al fine di contenere alla radice i flussi migratori;</p>
<p>quali misure, in concreto, intendano adottare i Ministri interrogati al fine di gestire l&#8217;emergenza, con riferimento all&#8217;assistenza a terra e in mare dei profughi e quali iniziative formali intendano assumere per coinvolgere le istituzioni dell&#8217;Unione europea nella più ampia ottica di solidarietà tra i Paesi membri.</p>
<p>Caterina Pes</p>
<p>Manuela Ghizzoni</p>
<p>Laura Froner</p>
<p>Donatella Ferranti</p>
<p>Maria Grazia Gatti</p>
<p>Sandro Brandolini</p>
<p>Marialuisa Gnecchi</p>
<p>Maria Anna Madia</p>
<p>Enrico Farinone</p>
<p>Walter Verini</p>
<p>Daniela Sbrollini</p>
<p>Alessandra Siragusa</p>
<p>Mario Tullo</p>
<p>Olga D’Antona</p>
<p>Paolo Fontanelli</p>
<p>Rosa De Pasquale</p>
<p>Maria Coscia</p>
<p>Arturo Parisi</p>
<p>Franco Narducci</p>
<p>Anna Margherita Miotto</p>
<p>Anna Paola Concia</p>
<p>Luciana Pedoto</p>
<p>Amalia Schirru</p>
<p>Ivan Strizzolo</p>
<p>Federica Mogherini</p>
<p>Gerolamo Grasso</p>
<p>Pietro Tidei</p>
<p>Laura Garavini</p>
<p>Giulio Calvisi</p>
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		<title>Interrogazione docenti inidonei</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 13:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Attività istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogazioni e interpellanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Ministro della Pubblica Istruzione MELIS-PES-PARISI-GIOVANELLI Per sapere; premesso che: - la figura dei docenti utilizzati in mansioni diverse è stata prevista dall’art. 113 del Dpr 31.05.1974, n. 417; - dal rapporto annuale (2011) del MIUR, contenente la sintesi dei dati sulla scuola statale italiana, risulta che, su un totale di 678.369 docenti in servizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro della Pubblica Istruzione<br />
MELIS-PES-PARISI-GIOVANELLI<br />
Per sapere; premesso che:<br />
- la figura dei docenti utilizzati in mansioni diverse è stata prevista dall’art. 113 del Dpr 31.05.1974, n. 417;<br />
- dal rapporto annuale (2011) del MIUR, contenente la sintesi dei dati sulla scuola statale italiana, risulta che, su un totale di 678.369 docenti in servizio a tempo indeterminato, solo 4071, pari allo 0,6%,  sono utilizzati in base all’art. 113. Tali docenti  sono stati dichiarati dalle commissioni mediche operanti presso le ASL permanentemente inidonei alla funzione per motivi di salute, ma al tempo stesso idonei ad altri compiti;<br />
- con la firma del nuovo contratto, avvenuta il 25.06.2008, si definiva un primo importante passaggio, volto a definire un quadro di tutele e certezze al personale interessato. Il decreto-legge n.98 del 2011, convertito con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, ha ridefinito le modalità del collocamento fuori ruolo del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla  funzione docente, ma idoneo ad altre mansioni. L’art. 19 di quel decreto legge, ai commi 12, 13, 14, e 15 stabilisce di fatto l’inquadramento “volontario” nei ruoli del personale ATA di detto personale docente (che sia stato dichiarato, dalla commissione medica operante presso le ASL, permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute ma idoneo ad altri compiti). Passando all’inquadramento ATA lo stipendio è riassorbibile, cioè non aumenterà sino all’equiparazione con i colleghi ATA. L’assegno ad personam in busta paga non è pensionabile. Una volta nei ruoli ATA, i docenti inidonei saranno considerati pienamente idonei alla funzione loro assegnata (in altri termini saranno considerati “sani”); anche se, naturalmente, eventuali richieste di riconoscimento di inidoneità nel nuovo status potranno provocare l’esonero da alcune mansioni;<br />
- il personale che avesse omesso di presentare la succitata domanda volontaria verrebbe ricollocato forzatamente su posti in mobilità intercompartimentale attuata in ambito nazionale presso gli uffici dell’amministrazione scolastica, nonché presso altre amministrazioni pubbliche, sempre qualora vi fossero posti disponibili, senza tener in alcun conto delle reali condizioni di salute degli interessati e dei gravissimi disagi a cui si andrebbe incontro oltre al disservizio che si procurerebbe alla strutture scolastiche;<br />
- l&#8217;applicazione di queste norme, che sollevano molti dubbi di legittimità, è destinata, presumibilmente, a generare un lungo e costoso contenzioso dal punto di vista economico (con riflessi umani)  tra singoli docenti, sindacati e Ministero;<br />
- per le mansioni esercitate da anni nelle strutture scolastiche, presso le quali vi è stato un riconosciuto merito per il lavoro svolto, questi docenti hanno maturato professionalità, conseguendo, attraverso corsi certificati, competenze specifiche che si esplicano soprattutto nella gestione delle biblioteche scolastiche, dove per lo più sono impiegati;<br />
- le scelte governative appaiono in contrasto con i molti progetti ministeriali a sostegno della lettura e con la creazione di “Il centro per il libro”, istituito  con Dpr n. 34 del 25.01.2010, il cui regolamento stabilisce, alla lettera G dell’art. 2, che tra i compiti istituzionali rientrano le iniziative volte alla promozione, al supporto e al potenziamento delle Biblioteche Scolastiche e  le loro proposte di collegamento del territorio e di Laboratorio per quanto riguarda l’apertura del mondo giovanile alle nuove forme di conoscenza attraverso l’uso di nuove tecnologie;<br />
-   se non ritenga il Ministro più congruo operare in prima istanza per la piena salvaguardia di professionalità maturate sul campo in anni di lavoro presso le strutture alle quali questi docenti sono stati assegnati;<br />
- se non sia opportuno abrogare a tal fine i commi 12-13-14-15 dell’art.19, mantenendo il suddetto personale nelle attività attualmente svolte;<br />
- se non sia possibile che i risparmi previsti per l’operazione di mobilità dei docenti inidonei (80 milioni di €) siano recuperati attraverso la procedura che lo stesso Governo ha previsto (vedi Ddl n. 2968 sulla stabilità finanziaria anno 2012; art. 4 comma 89) per il recupero delle somme mancanti per il pagamento degli scatti di anzianità;<br />
- se, alternativamente, non ritenga il Ministro di dovere stabilire  il rinvio di almeno un anno di tutte le operazioni previste per il personale coinvolto;<br />
- se in questo quadro non ritenga di garantire almeno  la possibilità di fruizione di un abbuono di 5 anni per chi, tra coloro che intendono chiedere la dispensa dal servizio, abbia almeno 20 anni di servizio;<br />
- se comunque non ritenga il Ministro opportuno  varare sull’intera materia norme attuative più chiare delle attuali e diffondere interpretazioni autentiche di una normativa che, allo stato dei fatti, appare per comune giudizio poco chiara e suscettibile di generare nuovi contenziosi; e in tal senso se non ritenta di dover stabilire comunque tempestivamente l&#8217;esatta definizione dei tempi e modi per l’applicazione di procedure che stanno suscitando forte apprensione e preoccupazione negli interessati.</p>
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		<title>Interrogazione Inpdap Oristano  &#8211; 25 Ottobre 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 11:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogazioni e interpellanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-05590 presentata da CATERINA PES martedì 25 ottobre 2011, seduta n.541 PES. - Al Ministro per la pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere &#8211; premesso che: la sede provinciale dell&#8217;INPDAP di Oristano eroga trattamenti pensionistici, trattamenti di fine servizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Atto Camera</p>
<p>Interrogazione a risposta in Commissione 5-05590</p>
<p>presentata da</p>
<p>CATERINA PES<br />
martedì 25 ottobre 2011, seduta n.541<br />
PES. -</p>
<p>Al Ministro per la pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.</p>
<p>- Per sapere &#8211; premesso che:</p>
<p>la sede provinciale dell&#8217;INPDAP di Oristano eroga trattamenti pensionistici, trattamenti di fine servizio (TFR, buonuscita e altro), prestazioni creditizie (cessioni del quinto, mutui ipotecari e altro) un bacino di utenza di circa 23.000 tra iscritti (pubblici dipendenti in servizio) e pensionati, pari a circa il 13 per cento della provincia;</p>
<p>gestisce inoltre le vacanze studio, borse di studio, master, prestazioni per i maestri elementari della gestione ex ENAM, nonché tutti gli altri provvedimenti connessi;</p>
<p>negli ultimi anni la sede provinciale dell&#8217;INPDAP di Oristano si è imposta come un centro di eccellenza del pubblico impiego oristanese, assicurando un servizio tempestivo ed efficace all&#8217;utenza e garantendo un volume di produzione sempre crescente &#8211; con un indice di efficienza in continuo e considerevole aumento &#8211; nonostante il numero dei dipendenti sia diminuito;</p>
<p>la sede provinciale INPDAP di Oristano, pertanto, è diventata un punto di riferimento per l&#8217;economia e la società della provincia, soprattutto se si tiene presente il basso reddito medio, la scarsissima industrializzazione del territorio e l&#8217;alto tasso di disoccupazione (26,84 per cento), in particolare giovanile;</p>
<p>in questo territorio economicamente depresso, le pensioni erogate dall&#8217;INPDAP, il credito concesso a famiglie uno dei cui membri è dipendente pubblico, i benefici sociali di cui si avvantaggiano i familiari degli iscritti costituiscono un potente sollievo economico per una struttura sociale in profonda crisi e spesso l&#8217;unica entrata di cui dispongono molti nuclei familiari;</p>
<p>l&#8217;esistenza dell&#8217;INPDAP nel territorio oristanese, quindi, a prescindere dalle dimensioni del bacino d&#8217;utenza, è di grande importanza, basti pensare che le entrate delle attività commerciali dipendono in larga misura dal buon funzionamento delle prestazioni INPDAP;</p>
<p>si è appreso da fonti sindacali che la direzione generale dell&#8217;INPDAP, in ottemperanza alle disposizioni di riduzione degli organici del pubblico impiego del 10 per cento previste dalla recente manovra economica (decreto-legge n. 98 del 2011, capo II, articolo 9), starebbe valutando la riduzione degli organici delle sedi periferiche e addirittura il declassamento di alcune direzioni provinciali da sedi dirigenziali a succursali di altre sedi provinciali;</p>
<p>dette fonti lasciano trapelare che la sede provinciale INPDAP di Oristano rientrerebbe in questo progetto;</p>
<p>l&#8217;organico della sede provinciale INPDAP di Oristano, in ragione dell&#8217;imminente cessazione dal servizio di quattro unità, calerà già dal prossimo gennaio 2012 a sole 17 unità oltre al dirigente;</p>
<p>il declassamento della sede provinciale INPDAP di Oristano a mera succursale di altra sede comporterebbe immensi disagi in primo luogo all&#8217;utenza, che vedrebbe enormemente rallentati i processi decisionali inerenti all&#8217;organizzazione del lavoro interno in ragione dell&#8217;assenza di un dirigente stabile, nonché il rinvio della risoluzione dei problemi eccedenti l&#8217;ordinaria amministrazione a un confronto con una direzione lontana alle problematiche del territorio oristanese;</p>
<p>la presenza di un dirigente nella sede comporta senza dubbio una maggiore efficienza e una migliore organizzazione;</p>
<p>le notizie che pervengono dalle fonti sindacali sopracitate lasciano intravedere il proposito, all&#8217;interno di molte pubbliche amministrazioni &#8211; INPDAP compresa &#8211; di operare le riduzioni e i tagli previsti dalla legge soprattutto negli uffici periferici, che poi sono quelli che garantiscono le prestazioni all&#8217;utenza e i servizi ai cittadini, andando a toccare in misura del tutto marginale e insufficiente i pletorici e sovrabbondanti organici (sia a livello di personale, che di uffici dirigenziali: all&#8217;INPDAP, ben il 17,8 per cento del personale lavora in direzione generale, ovvero in uffici non destinati ai servizi all&#8217;utenza) delle direzioni generali romane e delle direzioni regionali;</p>
<p>viene così colpito chi garantisce l&#8217;erogazione dei servizi nelle sedi periferiche, in controtendenza con i princìpi di sussidiarietà e decentramento che ormai sono pienamente riconosciuti nel nostro ordinamento costituzionale;</p>
<p>tale decisione provocherebbe un danno enorme ai dipendenti pubblici e ai pensionati della provincia di Oristano e di tante province italiane minori -:</p>
<p>se non si ritenga opportuno, alla luce di quanto esposto in premessa, che la sede provinciale INPDAP di Oristano continui ad essere un ufficio dirigenziale autonomo e che l&#8217;organico della stessa non sia inferiore a n. 17 unità di personale oltre al dirigente, così come previsto dalla delibera del consiglio di amministrazione dell&#8217;INPDAP n. 114/2005.(5-05590)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Interrogazione trivellazioni Sinis &#8211; Bosa &#8220;Puma Petroleum&#8221; &#8211; 17 Ottobre 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 11:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogazioni e interpellanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-13629 presentata da CATERINA PES lunedì 17 ottobre 2011, seduta n.536 PES, BRATTI, SCHIRRU e FADDA. - Al Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere &#8211; premesso che: in data 27 gennaio 1999 la società «Puma Petroleum» (controllata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Atto Camera</p>
<p>Interrogazione a risposta scritta 4-13629</p>
<p>presentata da</p>
<p>CATERINA PES<br />
lunedì 17 ottobre 2011, seduta n.536<br />
PES, BRATTI, SCHIRRU e FADDA. -</p>
<p>Al Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico.</p>
<p>- Per sapere &#8211; premesso che:</p>
<p>in data 27 gennaio 1999 la società «Puma Petroleum» (controllata dalla australiana «Key Petroleum») ha presentato la richiesta di permesso e concessione (pubblicata sul n. 2 del Bollettino ufficiale degli idrocarburi e della geotermia in data 28 febbraio 1999) per la ricerca di petrolio e idrocarburi al largo della costa centro- occidentale della Sardegna;</p>
<p>le ispezioni riguardano 683 chilometri quadrati di mare nel golfo di Oristano (da Cabras a Bosa) a una profondità compresa tra gli ottanta e i duecento metri con una distanza media di 10 chilometri dalla costa;</p>
<p>la «Key Puma Petroleum», da quanto si apprende nel suo sito internet, ritiene che vi sia la possibilità di trovare «gas contenuto in arenaria risalente al Pliocene e Miocene intrappolato in blocchi di faglia inclinati»;</p>
<p>in caso di ritrovamenti utili la «Key Puma Petroleum», come si legge nel sito internet, si prepara a ulteriori perforazioni esplorative;</p>
<p>il Bollettino ufficiale degli idrocarburi del giugno 2011 conferma il proseguo del progetto dell&#8217;esplorazione della «Key Puma Petroleum»;</p>
<p>nel 2010 in Italia sono state estratte 5 milioni di tonnellate di petrolio (700 mila a mare) che rappresentano meno del 7 per cento dei consumi totali nazionali di greggio;</p>
<p>secondo i dati del Ministero dello sviluppo economico le riserve stimate ammontano a 187 milioni di tonnellate (di cui 11 a mare) che, agli attuali tassi di consumo, verrebbero consumate in 30 mesi;</p>
<p>in Italia al 31 maggio 2011, stando ai dati del Ministero, sono stati rilasciati 117 permessi in mare per 11.689 chilometri quadrati;</p>
<p>se alle aree di permesso già rilasciate si sommano le aree per cui sono state avanzate richieste per attività di ricerca delle società petrolifere, l&#8217;area di estende fino a 30 mila chilometri quadrati;</p>
<p>le attività di ricerca, oltre alla costa centro occidentale della Sardegna, coinvolgono il canale di Sicilia e la tratta di mare a sud dell&#8217;isola, e il mare Adriatico centro meridionale;</p>
<p>le perlustrazioni in Sardegna si svolgono in prossimità di un&#8217;area marina protetta «Penisola del Sinis &#8211; Isola di Mal di Ventre» istituiti ai sensi della legge n. 979 del 1982, integrata dalla legge n. 394 del 1991, con decreto del Ministero dell&#8217;ambiente del 12 dicembre 1997, successivamente modificato con il decreto ministeriale del 17 luglio 2003;</p>
<p>ad attirare le grandi compagnie è il fatto che, come denuncia Legambiente nel rapporto «Un mare di trivelle» pubblicato il primo agosto 2011, in Italia si ottengono facilmente le autorizzazioni e i canoni di concessione annuali sono solo di 5 euro per chilometro quadrato (dieci volte in meno che in Gran Bretagna);</p>
<p>il Mediterraneo è un mare chiuso: una tragedia come quello del Golfo del Messico, che aveva visto esplodere la piattaforma della Bp nell&#8217;aprile del 2010 con la fuoriuscita di 780 milioni di litri di greggio, avrebbe effetti centro volte più devastanti, determinando una catastrofe ecologica inimmaginabile;</p>
<p>il Ministero, nel giugno 2011 (Bollettino ufficiale degli idrocarburi) ha bocciato due richieste di ricerca di idrocarburi nel mare in Sardegna del gruppo Saras («Progetto Eleonora mare» nella provincia di Oristano e nel golfo di Cagliari);</p>
<p>quanto esposto in premessa, a giudizio degli interroganti, contrasta con lo spirito di quanto disposto dal decreto legislativo n. 128 del 2010 e in particolare con l&#8217;articolo 17, che prevede, ai fini di tutela dell&#8217;ambiente e dell&#8217;ecosistema, il divieto di attività di ricerca, di prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare all&#8217;interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni -:</p>
<p>quale motivazioni abbia portato ad autorizzare il progetto della Key Puma Petroleum;</p>
<p>se non ritenga opportuno adoperarsi per tutelare aree protette a terra e a mare, impedendo la devastazione di territori ad elevato pregio ambientale;</p>
<p>se non ritenga importante, nell&#8217;assumere le decisioni in merito, coinvolgere regioni e gli enti locali delle aree interessate. (4-13629)</p>
]]></content:encoded>
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