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	<title>Caterina Pes &#187; Attivit&agrave; istituzionale</title>
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		<title>Interrogazione Radar Capo S. Marco</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 15:40:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Attività istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogazioni e interpellanze]]></category>

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		<description><![CDATA[25 gennaio 2012 &#8211; Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare Al Ministro della Difesa Premesso che: -         Nel mese di maggio 2011 è stata resa nota l&#8217;intenzione di installare, sulle coste della Sardegna, dei radar di modello Elm-2226 di fabbricazione israeliana, su progetto della Guardia di Finanza con lo scopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>25 gennaio 2012 &#8211; Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare</p>
<p>Al Ministro della Difesa</p>
<p>Premesso che:</p>
<p>-         Nel mese di maggio 2011 è stata resa nota l&#8217;intenzione di installare, sulle coste della Sardegna, dei radar di modello Elm-2226 di fabbricazione israeliana, su progetto della Guardia di Finanza con lo scopo di prevenire l&#8217;immigrazione clandestina;</p>
<p>-         Questi radar a micro-onde riuscirebbero a monitorare la superficie del mare a una distanza di circa 50 miglia;</p>
<p>-         I radar della Guardia di Finanza vanno ad aggiungersi agli undici radar VTS della Guardia Costiera;</p>
<p>-         Fin da subito le popolazioni dei luoghi interessati hanno manifestato la loro contrarietà all’installazione dei radar, costituendosi in comitati (“No Radar”);</p>
<p>-         Congiuntamente alle associazioni in difesa del territorio, Italia Nostra ha  promosso un ricorso al TAR per evidenziare i pericoli per la salute che l’installazione dei radar avrebbe causato;</p>
<p>-         A causa delle criticità emerse in fase di installazione, alle contestazioni, al ricorso al TAR e alle interrogazioni anche della sottoscritta, la Guardia di Finanza ha rinunciato a installare i radar in Sardegna nei siti di Ischia Ruggia (Tresnuraghes), Capo Sperone (Sant&#8217;Antioco), Capo Pecora (Fluminimaggiore) e l&#8217;Argentiera (Sassari), individuando in alternativa quattro aree militari: Capo Caccia ad Alghero, Capo San Marco a Cabras, Capo Sandalo nell&#8217;isola di San Pietro e Capo Sant&#8217;Elia a Cagliari;</p>
<p>-         con nota 1.7.2011 il Comando Generale della Guardia di Finanza  ha richiesto la concessione di ospitalità presso siti in uso della Marina Militare Italiana ed alle Capitanerie di Porto per la Rete radar costiera;</p>
<p>-         I nuovi siti individuati  (Capo S.Elia, Capo Sandalo, Capo S. Marco e Capo Caccia)  per l’installazione dei radar presentano le stesse caratteristiche paesaggistiche e ambientali di quelli individuati precedentemente, pertanto presentono le stesse criticità;</p>
<p>-         In particolare l’area di Capo San Marco (in provincia di Oristano) è interessata da vincoli naturalistici (decreto legislativo n.42/2004 e s.m.i.), dal vincolo di conservazione integrale (legge regionale n.23/1993) ;</p>
<p>-         prospiciente Capo San Marco si trova il complesso archeologico di Tharros, il quale in seguito all’installazione del radar potrebbe subire una perdita di visitatori con gravissimi conseguenze all’intero comporto turistico del territorio;</p>
<p>-         la pesca, altro elemento portante dell’economia del luogo, subirebbe delle grandi perdite;</p>
<p>-         l’attività di traffico marittimo nel  porto di Oristano e Bosa sarebbero compromessi;</p>
<p>Considerato che:</p>
<p>-         si è formato un comitato di cittadini contrario all’installazione del radar e alcuni giorni fa un gruppo di circa 200 persone ha sfilato per manifestare la propria contrarietà al  radar a Capo San Marco;</p>
<p>-         poco distante da capo San Marco si trova la base militare di Capo Frasca nella quale già sussiste un impianto radar di considerevole importanza;</p>
<p>-         La Sardegna ospita già il 60% del totale delle basi militari italiane;</p>
<p>Per sapere dai Ministri interrogati se:</p>
<p>-         se non ritengano fortemente lesivo della dignità dei luoghi, dei territori e delle popolazioni coinvolte la costruzione di ulteriori radar in un territorio già profondamente sfruttato;</p>
<p>-         se non ritengano improcrastinabile adoperarsi per tutelare le aree interessate dalle installazioni  vincolate ai sensi della normativa europea, statale e regionale, per l&#8217;elevato valore ambientale, faunistico e paesaggistico, oltreché tutelare l’economia dei luoghi interessati;</p>
<p>On.Caterina Pes</p>
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		<title>L&#8217;ITALIA PRIMA DI TUTTO</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 09:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività istituzionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei iniziare con una riflessione che mi sembra importante, e che anche Alfredo Reichlin sottolineava dalle pagine dell&#8217; Unità, ossia l&#8217;importanza di ragionare sul ruolo politico che il PD sta giocando e sul significato delle responsabilità che ci siamo assunti rispetto alle sorti del nostro Paese. Credo, innanzitutto, che sia importante tener presente il contesto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei iniziare con una riflessione che mi sembra importante, e che anche Alfredo Reichlin sottolineava dalle pagine dell&#8217; Unità, ossia l&#8217;importanza di ragionare sul ruolo politico che il PD sta giocando e sul significato delle responsabilità che ci siamo assunti rispetto alle sorti del nostro Paese.</p>
<p>Credo, innanzitutto, che sia importante tener presente il contesto da cui ci si è mossi e il punto da cui si é partiti: la recessione da un lato e le finanze pubbliche senza controllo dall&#8217;altro.</p>
<p>Forse il rischio che anche in Italia avvenga &#8221; come in Grecia &#8221; si stia pian piano e percettibilmente allontanando. Forse.</p>
<p>Per noi &#8221; Salvare l&#8217;Italia &#8221; significa prima di tutto salvare i più deboli , significa evitare il massacro del mondo del lavoro, il drastico taglio  dei salari, i licenziamenti di massa , gli ospedali che non hanno più soldi per comprare i medicinali stranieri.</p>
<p>Ora il rischio sembra fugato. E noi siamo orgogliosi di aver fatto la nostra parte. Sostenendo questo governo prima di tutto.</p>
<p>Senza la crisi che stiamo attraversando probabilmente non avremo avuto né il governo Monti, né saremo stati sottoposti al monitoraggio europeo.<br />
Questa manovra , infatti, bisogna dirlo, non ha ragioni soltanto economiche, ma anche squisitamente politiche.<br />
Consente e consentirà a Monti , quindi all&#8217;Italia, di recuperare un qualche potere di riorientare la linea economica definita dalla Germania per l&#8217;area euro.</p>
<p>Sostenendo questa manovra abbiamo garantito la conferma dei saldi e gli aspetti strutturali delle misure e nel contempo abbiamo dato all&#8217; Europa il messaggio che il Paese si mette all&#8217;opera dopo tanti anni di paralisi.</p>
<p>Detto questo, non c&#8217;è alcun dubbio che si tratti di una manovra di sacrifici, anche estremamente costosi.</p>
<p>È un mix tra continuità  della tradizione ( incentrata ancora sulle tasse) e innovazione delle scelte ( le entrate sono strutturali ).</p>
<p>Non dobbiamo dimenticare che questo governo è sostenuto da forze realmente alternative sul piano delle politiche economiche , e non solo, e che di queste distinzioni fa un po&#8217; le spese.</p>
<p>Tuttavia, posso dire che i risultati ottenuti dalla mediazione del partito democratico sono di gran lunga superiori a quelli ottenuti dalla parte avversa.</p>
<p>La manovra , così com&#8217;è stata votata nella sua stesura definitiva, è infatti frutto di un significativo intervento da parte nostra, che ha migliorato, e di molto, il decreto nella direzione dell&#8217;equità.</p>
<p>Se avessimo fatto come l&#8217;Idv la manovra sarebbe stata quella di prima. E invece noi l&#8217;abbiamo migliorata, con il nostro lavoro nelle commissioni.</p>
<p>Pensiamo per esempio:</p>
<p>a) 	all&#8217;aumento dell&#8217;indicizzazione garantito a pensioni fino a 1400 euro e pagato con i soldi scudati<br />
b)	Alla riduzione delle penalizzazioni per ogni anno ai pensionati anticipati<br />
c)	Alla riduzione dell&#8217;impatto sullo scalone<br />
d)  	agli sconti sull&#8217;Ici per le famiglie numerose con i figli a carico (50 euro)<br />
e) 	la soluzione per i lavoratori in mobilità<br />
f) 	l&#8217;aumento dell&#8217;imposta sui capitali scudati, che da una tantum diventa strutturale<br />
g) 	al nuovo tetto per gli stipendi più alti della pubblica amministrazione.<br />
Solo per citarne alcuni.</p>
<p>Certamente, fosse stata la nostra manovra sarebbe stata diversa.<br />
Più equa.<br />
Ma questa senza dubbio va , rispetto al passato , nella giusta direzione.</p>
<p>Le modifiche sono state rese possibili , ci tengo a dirlo, anche grazie a un costante confronto con il governo che , nel rispetto doveroso e più assoluto del Parlamento, ha consentito di ripristinare prassi dimenticate da anni.</p>
<p>Siamo, tuttavia, un po&#8217; delusi per alcune riforme non realizzate:<br />
come:<br />
- l&#8217;assenza di dismissione del patrimonio pubblico che avrebbero potuto abbattere strutturalmente il debito</p>
<p>- l&#8217;assenza del capitolo sulle liberalizzazioni.</p>
<p>Il fallimento delle liberalizzazioni è la prova di un drammatico limite culturale presente nel nostro paese: la difesa della rendita frutta molto di più dell&#8217;apertura del mercato.<br />
È la conferma di un tragico limite politico: garantire una lobby rende molto di più che scardinare un monopolio.</p>
<p>Il paese è ufficialmente in recessione: di qui alla prossima primavera il Pil crollerà di altri due punti percentuali, nel 2013 avremo bruciato altri 800mila posti di lavoro.</p>
<p>Ovunque, nelle democrazie occidentali, le liberalizzazioni sono state e sono uno dei principali fattori di sblocco dell&#8217;economia e di rilancio della crescita. Offrono un duplice vantaggio: aumentano la concorrenza ( e dunque riducono prezzi e tariffe di beni e servizi) e sono a costo zero ( dunque non gravano sui bilanci pubblici).</p>
<p>Quello delle liberalizzazioni è un capitolo da riaprire.<br />
Il governo ha promesso che lo farà al più presto; a gennaio forse, con il Decreto mille proroghe. E il partito democratico sosterrà, convintamente, questa riforma.</p>
<p>Credo, tuttavia, che sia per me doveroso parlare stasera anche di un&#8217;altra riforma urgente.<br />
Quella che riguarda la razionalizzazione dei costi della politica.</p>
<p>Non sono, devo dire, molto convinta, della forza di certe risposte che ho sentito in questi giorni: difendiamo la politica, non facciamo di tutta l&#8217;erba un fascio, non spariamo sul mucchio ecc.<br />
Pezzi di verità ci sono, sia chiaro. Ma sono difensivi, non persuasivi.</p>
<p>Dobbiamo, invece porci alcune domande:<br />
Perché &#8211; come dicono i sondaggi &#8211; il gradimento dei partiti è sceso al minimo storico del 13%?</p>
<p>Perché a difendere la dignità dei parlamentari siamo solo noi e non i cittadini?</p>
<p>Perché a difendere le province sono stati solo gli amministratori delle stesse e non gli amministrati?</p>
<p>Vogliamo provare a rispondere?</p>
<p>I cittadini sentono la politica e le istituzioni come una cosa lontana.<br />
La percezione diffusa é che sia più utile a se stessa che non al bene comune.</p>
<p>Vedono istituzioni che non decidono. Paralizzate.</p>
<p>Vedono privilegi ingiusti e immotivati; drammaticamente<br />
insopportabili nei momenti di crisi sociale, in cui a loro stessi vengono chiesti sacrifici durissimi.</p>
<p>Questo clima è stato, inoltre, aggravato da anni di degenerazione etico-morale del berlusconismo, di cricche, nani e ballerine, di rapporti tra affari e politica illeciti, e da mascalzoni pronti a vendersi al miglior offerente.</p>
<p>Sono una minoranza, ma le difficoltà, di cui sopra, favoriscono le generalizzazioni.</p>
<p>Il modo più efficace di reagire é solo uno:<br />
Restituire scopo, missione, trasparenza e vitalità democratica alla Politica e ai Partiti.</p>
<p>Cominciando da una semplice cosa: che chi rappresenta i cittadini, a tutti i livelli, non può godere di privilegi ingiusti.<br />
Non è vero che i parlamentari italiani sono quelli che guadagnano di più in Europa. Ed è altrettanto vero che esistono sacche di privilegiati ancora più gravi.<br />
Detto questo peró, i parlamentari devono dare più di tutti l&#8217;esempio.<br />
E le decisioni che si stanno prendendo vanno nella giusta direzione.<br />
Credo, ancora, che da subito vada fatta una riforma della legge elettorale che semplifichi il sistema  e renda ai cittadini il diritto di scegliersi i parlamentari di riferimento.</p>
<p>L&#8217;autoriforma della politica è fondamentale e il Pd dovrebbe guidarla perchè la politica  deve tornare ad essere esempio e sacrificio.<br />
Per tanti di noi lo è . Ma soprattutto per i migliaia di militanti e di amministratori locali.</p>
<p>Per ritornare a Reichlin che ho citato all&#8217;inizio dobbiamo farci promotori del cambiamento, con l&#8217;orgoglio di essere una grande forza che sta ridefinendo il suo profilo come quel partito della nazione di cui un paese così diviso ha assolutamente bisogno.</p>
<p>E dovremo tener conto del cambiamento del rapporto tra i vecchi partiti e la società civile anche quando il gioco tornerà in un Parlamento nuovo, eletto e non nominato. E dove forse noi non ci saremo.</p>
<p>Perchè io penso che il ruolo del riformismo è affrontare la<br />
grandezza e la drammaticità di questo passaggio per proporre un nuovo patto sociale.</p>
<p>Io credo che questo sia il compito del PD, e che <<nella sua capacità di mobilitare forze , intelligenze e passioni, stia il suo spazio futuro e ciò che rende necessario questo strano miscuglio di culture socialiste e cattoliche>>. </p>
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		<title>Interrogazione sul Piano Casa</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 13:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogazioni e Mozioni]]></category>

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		<description><![CDATA[17 dicembre 2011 &#8211; Interrogazione con risposta in commissione Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: - con legge 9 gennaio 2006 n. 14 avente per oggetto: «Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000» l&#8217;Italia ha assunto precisi impegni internazionali per l&#8217;attuazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>17 dicembre 2011 &#8211; Interrogazione con risposta in commissione<br />
Al Ministro per i beni e le attività culturali<br />
Premesso che:<br />
-	con legge 9 gennaio 2006  n. 14 avente per oggetto: «Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000» l&#8217;Italia ha assunto precisi impegni internazionali per l&#8217;attuazione di politiche di tutela dei beni paesaggistici insistenti sul proprio territorio;<br />
-	con il decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 e successive modifiche ed integrazioni denominato «Codice dei beni culturali e del paesaggio» si è voluto applicare su tutto il territorio nazionale una disciplina uniforme ed innovativa in materia di tutela del paesaggio così come previsto dall&#8217;articolo 9 della Costituzione;<br />
-	in data 7 settembre 2006 con decreto Presidente giunta regionale n. 82, la regione Sardegna, in attuazione delle disposizioni contenute nelle norme di cui sopra, ha approvato il piano paesaggistico regionale attraverso le procedure previste dalla legge regionale 25 novembre 2004 n. 8;<br />
-	come espressamente previsto dal Codice Urbani, la Regione Sardegna ha sottoscritto specifica intesa con il Ministero dei beni culturali attestante la piena conformità dal Piano approvato con la disciplina di cui all&#8217;articolo 143 del citato Codice dei beni culturali e paesaggistici;<br />
-	sulla base dell&#8217;accordo Stato-Regioni del 1o aprile 2009 in materia di Piano Casa la regione Sardegna ha approvato in data 16 ottobre 2009 un provvedimento denominato: “Disposizioni straordinarie per il sostegno dell&#8217;economia mediante il rilancio del settore edilizio e la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo”;<br />
-	con atto di indirizzo n. 1-00256, la sottoscritta, insieme con altri colleghi, giudicava del tutto arbitraria, nonché contro le disposizioni vigenti, la soppressione delle norme di salvaguardia del piano paesaggistico in vigore indicando un processo di «de-pianificazione» in deroga che prevedeva aumenti volumetrici generalizzati fino al 40 per cento dei volumi esistenti anche in aree sottoposte a regime di tutela integrale e differenziata in base all&#8217;articolo 142 del Codice (aree tutelate per legge) nonché in aree sottoposte a vincolo dal piano per l&#8217;assetto idrogeologico;<br />
-	nello stesso atto di indirizzo si chiedeva l’impegno del Governo “a verificare la sussistenza dei presupposti per l&#8217;impugnazione, per le evidenti violazioni delle norme statali, costituzionali e comunitarie, della legge della Regione Sardegna recante «Disposizioni straordinarie per il sostegno dell&#8217;economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo»”.<br />
-	In data 8 novembre 2011 la Regione Sardegna ha approvato la legge “Modifiche e integrazioni alla legge regionale n. 4 del 2009 (Disposizioni straordinarie per il sostegno dell&#8217;economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo),  alla legge regionale n. 19 del 2011 (Provvidenze per lo sviluppo del turismo golfistico), alla legge regionale n. 28 del 1998 e alla legge regionale n. 22 del 1984, ed altre norme di carattere urbanistico”;<br />
Considerato che:<br />
-	la pianificazione paesaggistica è materia delegata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio dallo Stato alle Regioni e lo Stato si riserva di vigilare sull&#8217;attività delle regioni ai sensi dell&#8217;articolo 155 del Codice;<br />
-	le previsioni dei piani paesaggistici, in virtù della tutela costituzionale che realizzano, «sono cogenti» ed «immediatamente prevalenti» su qualunque disposizione difforme anche di carattere settoriale, e ciò rende urgente ed indispensabile verificare la legittimità e la coerenza della legge regionale della Sardegna anche al fine di prevenire un danno ambientale e paesaggistico irreversibile e gravi ripercussioni sociali ed economiche;<br />
-	le ragioni del paesaggio e della sua difesa prevalgono su qualsiasi interesse di natura economica di sviluppo;<br />
-	con sentenza sez IV, 10 settembre 2009, n. 5459, il Consiglio di Stato ha bocciato una lottizzazione a Cala Junco, lungo la costa di Villasimius in Sardegna, motivandola con il principio che le ragioni di tutela del paesaggio prevale sempre su quelle delle attività imprenditoriali e private, soprattutto quando sostenute da un piano paesaggistico regionale come quello approvato dalla regione sarda nel settembre del 2006; </p>
<p>Per sapere dal Ministro interrogato se non ritenga necessario verificare la sussistenza dei presupposti per l&#8217;impugnazione, per eventuali violazioni delle norme statali, costituzionali e comunitarie, della legge della Regione Sardegna recante “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 23 ottobre 2009, n. 4 (Disposizioni straordinarie per il sostegno dell&#8217;economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo) e norme per la semplificazione delle procedure amministrative in materia edilizia e paesaggistica &#8211; Modifiche alla legge regionale 12 agosto 1998, n. 28 (Norme per l&#8217;esercizio delle competenze in materia di tutela paesistica trasferite alla Regione autonoma della Sardegna con l&#8217;articolo 6 del DPR 22 maggio 1975, n. 480, e delegate con l&#8217;articolo 57 del DPR 19 giugno 1979, n. 348) e alla legge regionale 14 maggio 1984, n. 22 (Norme per la classificazione delle aziende ricettive)”.<br />
On.Caterina Pes    </p>
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		<title>Interrogazione algerini</title>
		<link>http://www.caterinapes.it/2011/11/19/interrogazione-algerini/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 12:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attività istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogazioni e interpellanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Ministro dell’Interno, Al Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Premesso che: In data 11 novembre un’imbarcazione di 6 metri, con un motore di 40 cavalli, è partita da Annaba (Algeria) con 29 migranti e destinazione Francia; Due  giorni dopo la partenza, i Carabinieri di Carbonia hanno intercettato la richiesta di aiuto inviato dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro dell’Interno,</p>
<p>Al Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione</p>
<p>Premesso che:</p>
<p>In data 11 novembre un’imbarcazione di 6 metri, con un motore di 40 cavalli, è partita da Annaba (Algeria) con 29 migranti e destinazione Francia;</p>
<p>Due  giorni dopo la partenza, i Carabinieri di Carbonia hanno intercettato la richiesta di aiuto inviato dal cellulare di un naufrago;</p>
<p>In data 16 novembre, dopo cinque giorni dalla partenza e tre dall’allarme, l’imbarcazione viene avvistata dalla Guardia costiera 65 miglia dalla costa;</p>
<p>I naufraghi, una volta recuperati, sono stati accompagnati al pronto soccorso di Iglesias in condizioni gravissime: fortemente disidratati, denutriti, in ipotermia, alcuni in stato soporoso;</p>
<p>uno di loro, di neanche 18 anni, è deceduto assiderato nell’imbarcazione nella notte tra il dodici e il tredici novembre;</p>
<p>quasi tutti i naufraghi presentavano le tipiche lesioni a mani e piedi di chi è stato a un passo dall’assideramento, alcuni presentavano fratture agli arti inferiori e superiori;</p>
<p>uno di loro presenta una lesione al polmone, probabilmente dovuta alla compressione toracica;</p>
<p>14 migranti stati accolti al centro di prima accoglienza di Elmas;</p>
<p>Rilevato che:</p>
<p>i dati di Fortess Europe &#8211; forniti dalla comunità di Sant’Egidio in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato – rivelano che nei primi cinque mesi del 2011 hanno perso la vita  nel Mediterraneo, durante il loro tragitto verso l’Europa, 1820 persone; di queste 1.633 in viaggio verso il nostro paese;</p>
<p>il bilancio dei morti  è presumibilmente molto più grave se si pensa a quanti si trovavano a bordo di imbarcazioni di cui non si è avuta più notizia e che non sono mai riuscite a toccare le nostre coste;</p>
<p>Il cambiamento degli assetti geopolitici che sta interessando i Paesi del Nord Africa ha spinto molte persone ad intraprendere le pericolose traversate in mare;</p>
<p>Considerato che:</p>
<p>la Convenzione di Ginevra relativa allo <em>status</em> dei rifugiati, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali, la Convenzione ONU contro la tortura e altre pene o trattamenti inumani o degradanti, la Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea e il Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell&#8217;immigrazione e norme sulla condizione dello straniero di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, vietano le espulsioni, i respingimenti e ogni forma di rinvio, diretto o indiretto, verso luoghi nei quali esista un serio rischio che le persone rinviate possano essere vittime di tortura, persecuzione, altre gravi violazioni dei diritti umani e conflitti armati o condizioni di violenza generalizzata;</p>
<p>in particolare, la Convenzione di Ginevra del 1951, all&#8217;articolo 33, stabilisce che &#8220;Nessuno Stato Contraente espellerà o respingerà, in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche.&#8221; L&#8217;obbligo di non-respingimento per gli Stati non comporta alcuna limitazione geografica e si applica a tutti gli agenti statali nell&#8217;esercizio delle loro funzioni all&#8217;interno o all&#8217;esterno del territorio nazionale. È vietata, quindi, non solo l&#8217;espulsione dal territorio di uno Stato ma anche il respingimento alle frontiere dello Stato o il rinvio o l&#8217;accompagnamento verso il luogo di temuta persecuzione;</p>
<p>Gli obblighi sanciti da questi strumenti internazionali e richiamati dalla normativa nazionale sono inderogabili e debbono essere sempre rispettati dalle autorità che svolgono attività di controllo alle frontiere e contrasto all&#8217;immigrazione irregolare, anche quando operano in zone extraterritoriali;</p>
<p>Per sapere dai Ministri interrogati:</p>
<p>se sono a conoscenza di quanto riportato in premessa;</p>
<p> se  nell’affrontare questa drammatica vicenda, siano stati rispettati i diritti fondamentali della persona sanciti dalle Convenzioni internazionali;</p>
<p>se intendano inaugurare una politica nuova rispetto a quanto fatto finora per fronteggiare la questione dell’immigrazione;</p>
<p>se il nostro Paese intende svolgere un ruolo più attivo nel promuovere a livello europeo un approccio, non solo più solidale tra gli stati membri, ma anche maggiormente attento all’integrazione e alla regolamentazione dei flussi migratori;</p>
<p> se siano in corso accordi bilaterali con l’Algeria per gestire in modo congiunto  i flussi migratori, agevolando riforme atte a migliorare la condizione di vita e aiutare lo sviluppo delle popolazioni sopraffatte dalla miseria e da regimi illiberali, al fine di contenere alla radice i flussi migratori;</p>
<p>quali misure, in concreto, intendano adottare i Ministri interrogati al fine di gestire l&#8217;emergenza, con riferimento all&#8217;assistenza a terra e in mare dei profughi e quali iniziative formali intendano assumere per coinvolgere le istituzioni dell&#8217;Unione europea nella più ampia ottica di solidarietà tra i Paesi membri.</p>
<p>Caterina Pes</p>
<p>Manuela Ghizzoni</p>
<p>Laura Froner</p>
<p>Donatella Ferranti</p>
<p>Maria Grazia Gatti</p>
<p>Sandro Brandolini</p>
<p>Marialuisa Gnecchi</p>
<p>Maria Anna Madia</p>
<p>Enrico Farinone</p>
<p>Walter Verini</p>
<p>Daniela Sbrollini</p>
<p>Alessandra Siragusa</p>
<p>Mario Tullo</p>
<p>Olga D’Antona</p>
<p>Paolo Fontanelli</p>
<p>Rosa De Pasquale</p>
<p>Maria Coscia</p>
<p>Arturo Parisi</p>
<p>Franco Narducci</p>
<p>Anna Margherita Miotto</p>
<p>Anna Paola Concia</p>
<p>Luciana Pedoto</p>
<p>Amalia Schirru</p>
<p>Ivan Strizzolo</p>
<p>Federica Mogherini</p>
<p>Gerolamo Grasso</p>
<p>Pietro Tidei</p>
<p>Laura Garavini</p>
<p>Giulio Calvisi</p>
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		<title>Interrogazione docenti inidonei</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 13:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attività istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogazioni e interpellanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Ministro della Pubblica Istruzione MELIS-PES-PARISI-GIOVANELLI Per sapere; premesso che: - la figura dei docenti utilizzati in mansioni diverse è stata prevista dall’art. 113 del Dpr 31.05.1974, n. 417; - dal rapporto annuale (2011) del MIUR, contenente la sintesi dei dati sulla scuola statale italiana, risulta che, su un totale di 678.369 docenti in servizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro della Pubblica Istruzione<br />
MELIS-PES-PARISI-GIOVANELLI<br />
Per sapere; premesso che:<br />
- la figura dei docenti utilizzati in mansioni diverse è stata prevista dall’art. 113 del Dpr 31.05.1974, n. 417;<br />
- dal rapporto annuale (2011) del MIUR, contenente la sintesi dei dati sulla scuola statale italiana, risulta che, su un totale di 678.369 docenti in servizio a tempo indeterminato, solo 4071, pari allo 0,6%,  sono utilizzati in base all’art. 113. Tali docenti  sono stati dichiarati dalle commissioni mediche operanti presso le ASL permanentemente inidonei alla funzione per motivi di salute, ma al tempo stesso idonei ad altri compiti;<br />
- con la firma del nuovo contratto, avvenuta il 25.06.2008, si definiva un primo importante passaggio, volto a definire un quadro di tutele e certezze al personale interessato. Il decreto-legge n.98 del 2011, convertito con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, ha ridefinito le modalità del collocamento fuori ruolo del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla  funzione docente, ma idoneo ad altre mansioni. L’art. 19 di quel decreto legge, ai commi 12, 13, 14, e 15 stabilisce di fatto l’inquadramento “volontario” nei ruoli del personale ATA di detto personale docente (che sia stato dichiarato, dalla commissione medica operante presso le ASL, permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute ma idoneo ad altri compiti). Passando all’inquadramento ATA lo stipendio è riassorbibile, cioè non aumenterà sino all’equiparazione con i colleghi ATA. L’assegno ad personam in busta paga non è pensionabile. Una volta nei ruoli ATA, i docenti inidonei saranno considerati pienamente idonei alla funzione loro assegnata (in altri termini saranno considerati “sani”); anche se, naturalmente, eventuali richieste di riconoscimento di inidoneità nel nuovo status potranno provocare l’esonero da alcune mansioni;<br />
- il personale che avesse omesso di presentare la succitata domanda volontaria verrebbe ricollocato forzatamente su posti in mobilità intercompartimentale attuata in ambito nazionale presso gli uffici dell’amministrazione scolastica, nonché presso altre amministrazioni pubbliche, sempre qualora vi fossero posti disponibili, senza tener in alcun conto delle reali condizioni di salute degli interessati e dei gravissimi disagi a cui si andrebbe incontro oltre al disservizio che si procurerebbe alla strutture scolastiche;<br />
- l&#8217;applicazione di queste norme, che sollevano molti dubbi di legittimità, è destinata, presumibilmente, a generare un lungo e costoso contenzioso dal punto di vista economico (con riflessi umani)  tra singoli docenti, sindacati e Ministero;<br />
- per le mansioni esercitate da anni nelle strutture scolastiche, presso le quali vi è stato un riconosciuto merito per il lavoro svolto, questi docenti hanno maturato professionalità, conseguendo, attraverso corsi certificati, competenze specifiche che si esplicano soprattutto nella gestione delle biblioteche scolastiche, dove per lo più sono impiegati;<br />
- le scelte governative appaiono in contrasto con i molti progetti ministeriali a sostegno della lettura e con la creazione di “Il centro per il libro”, istituito  con Dpr n. 34 del 25.01.2010, il cui regolamento stabilisce, alla lettera G dell’art. 2, che tra i compiti istituzionali rientrano le iniziative volte alla promozione, al supporto e al potenziamento delle Biblioteche Scolastiche e  le loro proposte di collegamento del territorio e di Laboratorio per quanto riguarda l’apertura del mondo giovanile alle nuove forme di conoscenza attraverso l’uso di nuove tecnologie;<br />
-   se non ritenga il Ministro più congruo operare in prima istanza per la piena salvaguardia di professionalità maturate sul campo in anni di lavoro presso le strutture alle quali questi docenti sono stati assegnati;<br />
- se non sia opportuno abrogare a tal fine i commi 12-13-14-15 dell’art.19, mantenendo il suddetto personale nelle attività attualmente svolte;<br />
- se non sia possibile che i risparmi previsti per l’operazione di mobilità dei docenti inidonei (80 milioni di €) siano recuperati attraverso la procedura che lo stesso Governo ha previsto (vedi Ddl n. 2968 sulla stabilità finanziaria anno 2012; art. 4 comma 89) per il recupero delle somme mancanti per il pagamento degli scatti di anzianità;<br />
- se, alternativamente, non ritenga il Ministro di dovere stabilire  il rinvio di almeno un anno di tutte le operazioni previste per il personale coinvolto;<br />
- se in questo quadro non ritenga di garantire almeno  la possibilità di fruizione di un abbuono di 5 anni per chi, tra coloro che intendono chiedere la dispensa dal servizio, abbia almeno 20 anni di servizio;<br />
- se comunque non ritenga il Ministro opportuno  varare sull’intera materia norme attuative più chiare delle attuali e diffondere interpretazioni autentiche di una normativa che, allo stato dei fatti, appare per comune giudizio poco chiara e suscettibile di generare nuovi contenziosi; e in tal senso se non ritenta di dover stabilire comunque tempestivamente l&#8217;esatta definizione dei tempi e modi per l’applicazione di procedure che stanno suscitando forte apprensione e preoccupazione negli interessati.</p>
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