Sardi Domani
feb 14th, 2012 | By Redazione | Categorie: Articoli, Partito Democratico, Sardegna14 Febbraio 2012 – Qualcuno penserà che avremmo potuto scegliere un momento diverso: la crisi economica e le sue conseguenze non favoriscono le battaglie per i diritti delle minoranze.
Ma raramente i tempi dell’agenda politica coincidono con quelli della società.
E noi sentiamo la responsabilità di partecipare a costruire le condizioni per il cambiamento, e non possiamo permetterci di rimandare a tempi migliori.
Per questo motivo vogliamo rivolgere il nostro primo pensiero a Rossella Urru. Rossella è una Cooperante per l’integrazione dei popoli. È stata rapita in un campo profughi nel sahara occidentale , insieme a due suoi colleghi. Per noi Rossella è il simbolo dell’umanità senza confini. È l’esempio di come si può declinare il proprio impegno nella cura di coloro che sono dimenticati.
Anche se a rischio è la propria vita.
L’Italia è un paese di transito, per la sua posizione e per la sua storia. Siamo un paese di emigranti e conosciamo la sofferenza di chi è costretto a lasciare la propria terra.
Il nostro paese per costoro ha rappresentato una sponda di civiltà e di sicurezza.
Per i propri figli. La prima generazione nata in Italia e nell’Europa dei diritti e dei popoli
In questo contesto la campagna L’Italia sono anch’io promuove due proposte di legge che introducono il diritto di cittadinanza, lo ius soli, e nuove norme di partecipazione politica
Pensiamo che l’Italia possa e debba offrire a chi sceglie di vivere qui i valori della democrazia e dell’uguaglianza dei diritti
Perché questa è la vera inclusione
Milioni di giovani stranieri presenti oggi in italia costituiscono la base dello sviluppo economico ma anche culturale del nostro Paese.
Invece chiusure e differenze non permettono ancora a tutti costoro di uscire dall’emarginazione e dalla miseria. Perché o sei dentro il sistema o non esisti. O sei cittadino o sei un essere umano di serie b.
Per centinaia di migliaia di giovani nati qui in Italia, italiani nel parlare, nella loro personale dimensione culturale e identitaria, il nostro paese riserva schiaffi e carezze.
I numeri ci dicono che il futuro della nostra società è in gran parte dipendente da quante forze nuove nasceranno e arriveranno in Italia.
Senza di loro, senza i migranti e i loro figli, la nostra società sarebbe destinata inesorabilmente al declino, anche culturale e sociale
Non si deve temere la novità dell’innesto, la risorsa della diversità che sta trasformando il tessuto culturale e la struttura imprenditoriale , e le città e la stessa nostra lingua, ormai attraversata da ispirazioni narrative molteplici.
È questa la scommessa sulla globalizzazione giusta, è la cifra della capacità del nostro paese di entrare nella contemporaneità con le carte in regola.
Vogliamo raccontare tante storie di giovani che oggi sono storie di nuovi italiani e che raccontano che cos’è l’Italia oggi
E che cos’è la Sardegna oggi.
La nostra isola vive la tristezza di un territorio che si spopola. Nel quale tra 10 anni saremo 87000 abitanti in meno, e uno su tre avrà 70 anni.
Un isola che accoglie, perché conosce il dolore della partenza e dell’abbandono; perché ha visto prima i nonni e oggi i nipoti partire per nuove terre in cerca di opportunità, perché un’isola che si spopola e perde identità; con la scomparsa dei villaggi e delle scuole e dei luoghi della socialità che possono tornare a vivere anche grazie alla presenza e all’incontro con chi oggi cerca da noi ciò che noi abbiamo cercato e sperato di trovare altrove.
Un’isola che in questo e per questo vogliamo che diventi il laboratorio dell’accoglienza e dell’integrazione realmente vissuta.
Perché questa è la Sardegna che vogliamo

bene! facciamo la raccolta delle firme per la proposta di legge sullo ius soli ai figli di immigrati nati qui.
Un cordiale saluto
Adriano De Ambrosis