Interrogazione TFA
nov 11th, 2011 | By Redazione | Categorie: Attività istituzionaleAtto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-13196
presentata da
GUIDO MELIS
mercoledì 14 settembre 2011, seduta n.518
MELIS e PES. –
Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
– Per sapere – premesso che
come riferito da codesto Ministero nella nota n. AOODPPR/REG:UF./n. 2008 del 10 agosto 2011, e allegate tabelle, riguardo le nuove formazioni di docenti «il 50 per cento dell’ammontare complessivo degli aspiranti inclusi nelle graduatorie a esaurimento, il restante 50 per cento resta appannaggio dei TFA (tirocinio formativo attivo), pur al netto degli esuberi provinciali»;
il Ministero spiega così, e con ulteriori specificazioni, che dal 2012, nonostante la persistenza di graduatorie ad esaurimento di docenti precari su tutto il territorio nazionale, il 50 per cento delle disponibilità delle docenze sarà riservato a nuovi insegnanti, neolaureati o comunque neo-abilitati attraverso i nuovi corsi universitari; che inoltre questi docenti verranno formati non solo nella misura del 50 per cento l’immissione in ruolo loro riservata annualmente, ma in una misura superiore del 40 per cento;
a fronte di questa innovazione normativa permane la situazione precaria di coloro (decine di migliaia di insegnanti) che, avendo frequentato a suo tempo le SSIS (scuole di specializzazione postuniversitarie della durata di 2 anni e 3 per il conseguimento del titolo abilitante al sostegno: esattamente uguali ai nuovi corsi TFA) e/o vinto i concorsi, vedranno adesso un allungamento del doppio del tempo previsto per l’immissione in ruolo, il che lede un diritto acquisito superando le prove concorsuali;
ciò appare illogico, giacché la sostanziale identità dei due percorsi (quello imperniato sulle SSIS e il nuovo, incentrato sui corsi TFA) suggerirebbe di inserire i neodocenti nelle medesime graduatorie provinciali ad esaurimento esistenti, naturalmente con il punteggio spettante loro da tabelle ministeriali;
pur comprendendosi l’intento del Ministero di immettere nei ruoli personale più giovane e neolaureato, la persistenza di una tale palese disparità si profila ad avviso degli interroganti come incostituzionale, prefigurando interventi in via giudiziale in favore dei danneggiati -:
se non ritenga il Ministro che la norma vigente, creando una corsia preferenziale a vantaggio dei neolaureati e/o dei nuovi formati, costituisca una condizione di disparità, danneggiando gravemente insegnanti già valutati tramite i corsi SSIS (che – si ricorda – erano validi come prova concorsuale);
quali determinazioni il Ministro intenda adottare per correggere una tale evidente discriminazione. (4-13196)

Gent.ma On. Pes
Ho avuto modo di leggere la sua interrogazione scritta 4-13196 e mi riallaccio alla medesima per
sottoporle un problema che trae origine da un caso personale, ma il cui interesse è sicuramente generale.
Mi sono abilitato in Lombardia nella cdc A019 (discipline giuridiche ed economiche) con concorso ordinario bandito nel 1999, e non sono molto lontano da nomina in ruolo da graduatoria di merito (ma ormai dubito fortemente che possa mai arrivare).
Passo ora dal personale al generale: i vincitori di questo concorso (terminato nel 2001) per la cdc A019 hanno dovuto subire:
– il taglio del 50% delle immissioni in ruolo, avvenute con il doppio canale per rispettare i diritti dei precari storici delle graduatorie ora ad esaurimento (precari che allora il concorso non lo avevano superato; il taglio del 50% è avvenuto malgrado il concorso pubblico dovrebbe essere la via maestra per l’entrata in servizio nella Pubblica Amministrazione);
- nomine annuali centellinate se non del tutto bloccate da Tremonti (di fatto gli unici anni in cui ci sono stati numeri significativi di ingressi sono stati quelli in cui ha governato, troppo poco, il centrosinistra);
- tagli del monte ore per A019 grazie alla riforma delle superiori del Ministro Gelmini, che ha ben pensato di limitare l’insegnamento del diritto e dell’economia alle giovani generazioni.
Lei stessa richiama l’intenzione del Ministro (vedesi nota del 10 agosto 2011 e dichiarazioni a iosa di Max Bruschi) di assegnare i ruoli nei prossimi anni in misura del 50% agli abilitati da Tfa facendo decadere le graduatorie di merito. Notizie dell’ultima ora parlano di una grande infornata, alla venticinquesima ora, di autorizzazioni per i Tfa.
In sostanza, si prospetta per i vincitori di concorso l’eventualità non molto remota di cedere il passo alle nuove leve. Chi ha vinto il concorso ordinario prima ha dovuto aspettare il collocamento dei precari storici (allora si era troppo giovani), ora si dovrebbe inchinare, in nome del giovanilismo, a chi non ha nemmeno un’ora di servizio e ha frequentato un corso a pagamento presso l’università (ora siamo diventati troppo vecchi, siamo da rottamare!). Ciò appare, come ben riportato nella sua interrogazione, non rispettoso dei diritti acquisiti: per i precari, spesso iscritti oltre che nelle Gm anche nelle Gae, si tratterebbe di una gravissima ingiustizia. La necessità di sfornare nuovi abilitati appare evidente solo per quelle cdc e aree geografiche dove le graduatorie sono esaurite. In mancanza ci sarebbe una palese violazione delle più elementari regole di civiltà giuridica, ma anche un’inutile spreco di denaro pubblico: le graduatorie per A019, sia Gm che Gae, essendo ancora lunghissime, non necessitano di nuovi abilitati e di bandi di concorso con tempi di svolgimento biblici .
Inoltre il suo (che poi è anche il mio) partito dovrebbero porre con forza il problema del drammatico stato dei docenti abilitati per A019, spesso ormai soprannumerari in varie realtà provinciali a causa dei tagli, con ulteriore rallentamento degli scorrimenti per le nomine in ruolo (solo 4 in tutta la Lombardia sono andate alle Gm quest’anno!)
E che dire degli studenti? Come è possibile pensare di formare le nuove generazioni, farle uscire dai licei senza che conoscano l’abc del funzionamento delle istituzioni, cosa sia un contratto, un diritto, un dovere, la politica monetaria e fiscale? Credo ciò possa accadere solo nel paese in cui (sic…) ministro dell’Istruzione è stata Maria Stella Gelmini!. Mi auguro che il Pd, nella sua persona e in quella dei suoi colleghi parlamentari , possa porre con forza adeguata, al nuovo governo che si sta formando, proposte per risolvere simili problemi.
Ringrazio per la sua attezione, e spero voglia comprendere lo sfogo del sottoscritto: è lo sfogo di chi passando un concorso ordinario ha dimostrato di essere pronto per una professione, ma che è diventato “vecchio” aspettando un ruolo che non è mai arrivato, non certo per proprie colpe. E ora rischia di vederlo sfumare del tutto.
Cordialmente
Mauro Berra
Anch’io quando ho letto a chi si rovlige questo fondo ho pensato che e8 stato quantomeno sarcastico chiamarlo Fondo per le Piccole e Medie Imprese. Rivolgendosi ad imprese strutturate con almeno 10 mio di fatturato, non si rovlige certo alle piccole. E nuovamente le piccole imprese, che sono il tessuto imprenditoriale italiano, restano senza aiuti.D’altro canto sono anch’io convinta che oggi le micro imprese o sono riuscite a trovare un mercato di nicchia e vivere discretamente bene, o e8 meglio che si associno, aggreghino o quant’altro, non riusciranno a sopravvivere a lungo, non fosse altro per la mole di adempimenti cui devono far fronte con poche persone factotum . Il problema e8 che non vedo imprenditori interessati ad affrontare questo tema. Mi piacerebbe avere una sua opinione in proposito.