VideoInterventi in Aula
28 luglio, 2011

Question time, il resoconto e il video

Chiarimenti relativi alla realizzazione, per conto in particolare della Guardia di finanza, di una rete di sensori radar lungo alcune coste italiane, con particolare riferimento alla Sardegna

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PRESIDENTE. L’onorevole Calvisi ha facoltà di illustrare l’interrogazione Pes n. 3-01777, concernente chiarimenti relativi alla realizzazione, per conto in particolare della Guardia di finanza, di una rete di sensori radar lungo alcune coste italiane, con particolare riferimento alla Sardegna (vedi l’allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmatario.
GIULIO CALVISI. Signor Presidente, per ottemperare ad impegni internazionali in materia di sicurezza l’Italia ha deciso Pag. 109di installare lungo le proprie coste una potente rete di radar. Gran parte dei siti sono stati individuati sulla costa occidentale della Sardegna.
Tralascio il tema della sicurezza, voglio solo riferire quello che le popolazioni locali e i rappresentanti delle amministrazioni locali ci hanno detto. Con la motivazione della sicurezza nazionale non si può derogare alle leggi urbanistiche, non si possono escludere le amministrazioni locali coinvolte, non si può prescindere dalle valutazioni di impatto ambientale, non si può venire meno ad un’esigenza di trasparenza, non si possono aggirare vincoli severissimi in zone incontaminate e protette, non si possono non dare dati certi e risposte inoppugnabili in materia di tutela della salute dei cittadini, non si possono costituire in maniera surrettizia nuove servitù militari nel territorio che più di tutti in Italia ospita servitù militari.
PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Calvisi.
GIULIO CALVISI. E, allora, le nostre domande: quanti radar volete mettere, o avete preso l’impegno di mettere, in Sardegna, cinque, sette, quindici? Quanti saranno quelli della Guardia di finanza, quanti quelli della guardia costiera, del corpo della capitaneria? Quante e quali servitù militari avete intenzione di costituire?
PRESIDENTE. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Vito, ha facoltà di rispondere.
ELIO VITO, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, do lettura della risposta fornita dal Ministero dell’economia e delle finanze, che riporta gli elementi pervenuti dal comando generale della Guardia di finanza.
La normativa vigente, armonizzata nel tempo con quella europea, assegna al Corpo della guardia di finanza peculiari compiti di polizia economica e finanziaria in mare e alle frontiere marittime, che costituiscono anche frontiere esterne dell’Unione europea, per il contrasto dei traffici illeciti, in coordinamento con le altre forze di polizia.
Al fine di rendere più efficiente ed efficace l’onerosa attività di vigilanza nelle acque prospicienti il territorio italiano, la Pag.
110Guardia di finanza ha proceduto all’acquisizione di un sistema integrato di sorveglianza radar costiero di profondità, con capacità di controllo oltre le linee di confine delle acque nazionali, quale supporto tecnologico utile a consentire una rimodulazione dell’intera attività del comparto e, quindi, a parità di ore di volo e di moto disponibili, una razionalizzazione e redistribuzione del complessivo monte ore tra tutti i settori di impiego operativo.
La progettualità della rete radar costiera è stata avviata con la trasformazione, previo aggiornamento tecnico, di quattro postazioni radar mobili automontate su shelter, già in dotazione al Corpo, in postazioni radar fisse con remotizzazione e telecomando dei sistemi dalle rispettive sale operative. Al riguardo è stata esperita una gara informale ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 163 del 2006.
La realizzazione della rete radar costiera è destinata ad integrare il sistema di comando e controllo C4I del Corpo, dichiarato segreto.
L’installazione di postazioni radar di profondità riguarda le regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Puglia, Veneto, Marche e Abruzzo.
Il comando generale assicura l’avvenuto rispetto di tutte le procedure amministrative per il rilascio delle previste autorizzazioni da parte degli enti e delle amministrazioni preposte.
In particolare è stata effettuata una valutazione dell’impatto ambientale e paesaggistico da parte degli organi tecnici dei competenti enti ed amministrazioni, invitati alle conferenze dei servizi indette dal provveditorato interregionale per le opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna, i quali hanno rilasciato, unitamente a tutti gli altri partecipanti, il proprio nulla osta alle installazioni, attesa la bassa incidenza paesaggistica.
Il comando generale ha precisato, altresì, che la rete radar costiera della Guardia di finanza non è considerata opera destinata alla difesa militare, ma finalizzata al supporto delle attività di contrasto dei traffici illeciti perpetrati via mare e di prevenzione degli eventi di immigrazione clandestina.
Per quanto concerne le caratteristiche tecniche e l’impatto elettromagnetico dei sensori radar, valgono le dichiarazioni di conformità rilasciate da parte di un professionista del settore, appositamente incaricato, nonché i risultati delle analisi effettuate Pag. 111dall’ARPA, che hanno confermato rispondenza e compatibilità con i limiti imposti dalla normativa vigente alle emissioni elettromagnetiche.
Infine, il comando generale ha rappresentato che, a seguito delle manifestazioni di protesta nelle diverse aree interessate, si è proceduto ad ulteriori incontri con le amministrazioni locali e in particolare, in data 25 maggio 2011, si è tenuto un incontro presso la prefettura di Cagliari, finalizzato alla maggiore diffusione delle informazioni riguardanti il progetto, ivi comprese quelle concernenti l’intervenuta valutazione dei profili inerenti la tutela della salute, dell’ambiente e della sicurezza pubblica.
PRESIDENTE. L’onorevole Pes ha facoltà di replicare.
CATERINA PES. Signor Presidente, signor Ministro, naturalmente mi permetto di dire che noi siamo estremamente sconcertati da questa risposta, perché la domanda era evidentemente un’altra.
Noi chiedevamo di rendere pubblica in maniera urgente la mappatura dei siti in cui sarebbero stati installati i radar sulle coste della Sardegna, radar che riguardano sia la Guardia
di finanza sia la guardia costiera e che si pensa possano essere più di 8, quasi 10.
Il punto è che voi non avete risposto alla domanda che noi vi abbiamo posto e che cela in realtà quella che è la nostra preoccupazione più grande, e cioè che dietro l’installazione di questi nuovi radar vi sia la costituzione di nuove servitù, perché ogni radar presuppone un’ulteriore servitù nel territorio della nostra isola.
Non solo non avete risposto a questa domanda, ma ci rispondete che si è trattata di una gara informale, che riguarda solo la Guardia
di finanza – e non è vero, perché vi sono anche le installazioni che riguardano la guardia costiera – e ci dite che è un’operazione di carattere civile.
Allora, noi vogliamo sapere per quale motivo, se è un’operazione di carattere civile, il Ministero dell’economia e delle finanze, il Ministero della difesa, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e tutti i ministeri in questo caso competenti non si incontrano e non si accordano sul fatto che Pag. 112in Sardegna abbiamo già numerose servitù militari. E, siccome ne abbiamo già tante, potrebbe essere possibile costruire nuovi radar in questi territori anziché creare nuove servitù?
Voi a questa domanda non date risposta e, quindi, continuate a lasciare le popolazioni locali in una situazione di totale disagio, perché hanno paura naturalmente della loro salute, hanno paura che il loro territorio venga violato, hanno paura di non essere più neanche padroni a casa propria (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

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