Interrogazione sulla scuola pubblica: Gelmini difende d’ufficio Berlusconi, ma i fatti restano
mar 9th, 2011 | By Redazione | Categorie: Articoli, Interventi in Aula, Scuola e Università9 marzo 2011 – Ho presentato oggi in Aula (vedi il video) l’interrogazione sulle politiche e valutazioni del Governo sulla scuola pubblica e sull’operato del personale scolastico, di cui sono cofirmataria insieme ad altri colleghi del PD. La nostra interrogazione ha preso spunto dalle dichiarazioni rese qualche giorno fa dal Presidente del Consiglio, che ha affermato che si vuole dare ai cittadini italiani la libertà di poter educare i loro figli liberamente e non costringerli a mandarli nelle scuole dello Stato, dove si inculcano principi che evidentemente non garantiscono la libertà dell’individuo. A noi non sembra accettabile questo giudizio perché è sommario e colpisce anche il lavoro onesto e faticoso di molti insegnanti che in questo periodo comunque, nonostante i tagli che la scuola ha subito, lavorano a lungo e faticosamente per questo.
Ci ha lasciato totalmente insoddisfatti la risposta del ministro Gelmini che, come giustamente ha osservato il collega Dario Franceschini, ha come sempre recitato il copione della difesa d’ufficio al Presidente del Consiglio, malgrado il pesantissimo attacco sferrato alla scuola pubblica. Berlusconi, per giunta, non solo ha pesantemente offeso gli insegnanti “che inculcano”, dando loro dei manipolatori, ma si è poi esibito in una smentita che, se possibile, ha aggravato la situazione: ha detto che denunciava l’influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto ed hanno ancora oggi “culture politiche, ideologie ed interpretazioni della storia che non rispettano la verità”.
Ecco, abbiamo già sperimentato in diverse occasioni la sua presunzione e il suo senso di onnipotenza, ma azzardarsi a dire che lui solo conosce la verità ci sembra un po’ troppo: vorrebbe essere lui a stabilirla, vorrebbe essere lui a decidere quali sono gli insegnanti che la sanno e la possono insegnare? Nel frattempo, nonostante le belle parole che la Gelmini spreca a favore della scuola, parlano i fatti: il suo governo ha messo in atto un’operazione di sistematico smantellamento della scuola pubblica, con otto miliardi e mezzo di tagli. Questo significa meno fondi per l’edilizia scolastica, edifici ai limiti del rispetto delle norme di sicurezza, classi sovraffollate, carenza di insegnanti di sostegno e di supplenti, accorpamenti di classi, chiusura degli istituti, come sta accadendo in Sardegna.
Di fronte a questa autentica operazione di macelleria scolastica, non basterebbe qualunque difesa d’ufficio della Gelmini, ma ancora meno accettabile è che Berlusconi ne tenti, adesso, la giustificazione ideologica delegittimando il corpo docente.
