Mozione per chiedere l’immediata liberazione del dissidente cinese Xiaobo
nov 9th, 2010 | By Caterina | Categorie: Articoli, Interventi in Aula, Primo piano9 novembre 2010 – Lo scorso 8 ottobre lo scrittore cinese Liu Xiaobo è stato insignito del premio Nobel per la pace per il suo impegno non violento a tutela dei diritti umani in Cina, ma non potrà probabilmente ritirarlo. Né lo potrà fare sua moglie, né – è notizia di oggi – il suo avvocato, a cui è stato impedito di lasciare il Paese.
Detenuto da molti anni, Xiaobo si trova formalmente in stato di arresto dal 23 giugno 2009, sulla base dell’accusa di «incitamento alla sovversione del potere dello Stato». Su di lui pende una condanna a undici anni di prigione e due di interdizione dai pubblici uffici. Persino sua moglie, Liu Xia, dopo aver tentato di comunicargli la notizia del riconoscimento internazionale, è stata limitata nella libertà personale.
Xiaobo ha l’unica colpa di aver preso parte alla protesta di piazza Tienanmen nell ’89 e di aver dato vita, insieme ad altri, a Charta 08, un manifesto per la libertà di espressione, per il rispetto dei diritti umani e per libere elezioni, che sostiene la necessità di introdurre riforme democratiche nel sistema politico cinese.
La Cina sta vivendo un momento di rampantismo economico senza precedenti, ma è evidente a tutti che questo progresso non è accompagnato da una parallela emancipazione politica: modernissimo sul fronte imprenditoriale e commerciale, il paese orientale resta decisamente indietro nelle sue strutture politiche che con stridente anacronismo risentono di sanguinosi strascichi dittatoriali. Non possiamo far finta di niente, non possiamo continuare a fare affari con un Governo con le mani sporche di sangue, incuranti del fatto che questo stesso Governo stia detenendo un Nobel per la Pace nelle sue carceri. Dobbiamo mantenere la nostra capacità di indignarci, per parafrasare Martin Luther King, un altro grande uomo che lottò per l’emancipazione del suo popolo.
Occorre un’azione forte – e l’abbiamo chiesta con la mozione presentata oggi alla Camera – da parte del Governo italiano, che si impegni sia sul piano diplomatico bilaterale sia contribuendo alla definizione di una comune linea dell’Unione europea sulla questione, per chiedere alle autorità cinesi la liberazione di Liu Xiaobo e la rimozione delle limitazioni della libertà di movimento per sua moglie, consentendo loro di recarsi in Europa per partecipare alla cerimonia ufficiale di consegna del premio il prossimo 10 novembre. Xiaobo rappresenta il simbolo della lotta per la libertà di espressione in Cina e nel mondo. Questo sarebbe il primo importante segnale d’apertura, da parte del suo paese, verso la democrazia e il progresso, non solo economico, ma civile.
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