Che fine farà la scuola in Sardegna?
set 3rd, 2010 | By Caterina | Categorie: Scuola e UniversitàAbbiamo ascoltato, ancora una volta increduli, al panegirico della magnifica riforma recitato dal ministro Gelmini. Sorvolando sulla tranquillità che volutamente il ministro dimostra di fronte alla drammaticità della scuola italiana destinata sempre più allo sfascio; sorvolando sulla sua indifferenza di fronte al fatto che centinaia di precari , in tutta Italia e anche di fronte al suo Ministero, manifestano con la forma di lotta civile che è lo sciopero della fame; anche sorvolando sul fatto che cinicamente ha scaricato sull’opposizione la responsabilità di tale sfascio; sorvolando impunemente di dire che i precari licenziati non saranno 20.000 ma almeno il doppio e circa 140.000 nei prossimi anni; restiamo comunque stupiti su come ancora impunemente si possa mistificare la realtà sino a questo punto, nel totale rifiuto di affrontare il vero problema del nostro paese: la scuola italiana è tra le ultime in Europa rispetto alla qualità dell’offerta formativa e, contrariamente a quanto ci chiede l’Europa, anzichè investire risorse sulla conoscenza questa viene riservata sempre di più a patrimonio di pochi.
In Sardegna la situazione è ancora più grave, perchè la nostra isola ha, in tutto il territorio nazionale, i tassi più elevati di dispersione scolastica.Ben venga allora la presa di posizione che si è registrata dal fronte unitario delle province sarde. Fare fronte comune per difendere il valore della conoscenza, soprattutto in difesa delle zone interne e isolate dell’isola, dove la scuola è spesso l’unico presidio sociale, è oggi più che mai importantissimo, soprattutto perchè si vigili sulla corretta applicazione della legge regionale 3 del 2009 che riconosce alla regione Sardegna autonomia e sovranità nel definire modalità e criteri per la distribuzione delle risorse del personale scolastico.
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