Ma chi ci governa ?!?
lug 16th, 2010 | By Redazione | Categorie: Primo pianoGian Valerio Sanna, www.gianvaleriosanna.it
Solo alcuni di noi, nel PD, fin dal primo giorno di questa legislatura hanno capito e denunciato il profilo basso e incline all’intrallazzo della compagine di centro destra portata alla vittoria con Cappellacci in testa, da un Berlusconi che garantiva ai sardi felicità e successo nonostante già sapevamo che neppure costui poteva ergersi quale emblema della rettitudine e della morale pubblica nazionale.
Ora tutti, pubblicate alcune intercettazioni, anche i più collaborazionisti di quei giorni, quelli che per intenderci non mancavano occasione per lamentarsi e contrapporsi dentro i Democratici per i toni a loro dire eccessivamente severi di qualcuno di noi, gridano e si prodigano in dichiarazioni sconcertate e spropositate.
Come sempre la politica è cosa seria soltanto per chi la capisce e la pratica onestamente, un po’ meno per chi pensa di utilizzarla sempre e comunque per i propri ambiziosi disegni o affari che dir si voglia e da qualunque parte politica si ragioni.
Dalla pubblicazione di alcune intercettazioni in queste ore, si trae conferma che in meno di quindici mesi questo governo regionale e Cappellacci avevano messo in mano ai faccendieri ed agli affaristi più spregiudicati di tutta Italia gran parte degli interessi dei sardi. Si comprende assai chiaramente da quello che si dicono tra loro questi oscuri faccendieri e politicanti senza morale, che in ballo non vi era solo l’affare dell’eolico e dell’energia rinnovabile ma anche il mattone, la speculazione edilizia alla quale con tanta cura si erano dedicati fin dall’inizio del loro mandato Cappellacci ed Asunis.
Il quadro che emerge è sconcertante. Le intercettazioni di Cappellacci, come avevo anticipato in Aula nel corso del dibattito sull’eolico, confermano che il nostro Presidente ha mentito al Consiglio Regionale ed ai sardi quando ha dichiarato di non aver mai assunto comportamenti o svolto attività che non fossero nell’interesse della Sardegna e del bene comune.
Nessuno di noi può accettare tanta spregiudicatezza, la confidenza di baci e di scambi di battute che denunciano una lunga e profonda conoscenza delle persone coinvolte ed una altrettanto consapevole attività lucrativa attraverso l’uso o la “disponibilità” dei poteri pubblici. Nessuno può accettare che la politica sia mettersi sull’attenti davanti ai faccendieri più collusi con i poteri pubblici o fare copia degli atti deliberativi agli amici della cricca interessati, quando i consiglieri regionali ancora oggi non sono in grado di accedere sul sito della Regione a quel file di delibera. Non si possono ritenere accettabili da un Presidente della Regione comportamenti che, come cita uno degli arrestati (certo Lombardi), descrive sinteticamente così l’autonomia e l’indipendenza del Presidente della Sardegna: “Cappellacci si mette sempre a disposizione”.
Tutto questo accade in soli quindici mesi e se non ci avessero pensato i magistrati la rete di sodalizi affaristici si sarebbe ramificata ed estesa non si sa bene fino a che punto. Ma in Consiglio regionale quando Soru e molti di noi si sono permessi di levare un allarme “mafia” in Sardegna siamo stati ingiuriati ed accusati di infamie, gli Assessori tecnici si sono presi la libertà regolamentare di insultare e di offendere le persone senza che nessuno lo impedisse loro. Questa legislatura è nata male, ha avuto il suo battesimo da un atto di falsità politica di un Presidente del Consiglio che ha svolto la campagna elettorale per conto di altri ingannando e truffando deliberatamente tantissimi sardi.
Mentre siamo senza dignità e pure senza un governo regionale, la manovra dello Stato taglia ancora: dopo i fondi FAS, la scuola, l’università ora ci sottrae persino la compartecipazione ai tributi sancito dallo Statuto, i trasferimenti dovuti agli enti locali e ogni altro finanziamento non utilizzato da una regione evidentemente indaffarata in altre faccende.
Siamo ad un giro di boa importante per il futuro del Paese e della Sardegna. Nel giro di alcuni mesi capiremo meglio l’orizzonte che ci attende e il lungo tempo di sofferenze e di marginalità a cui sarà condannata la nostra Regione per queste “distrazioni affaristiche”.
Sarebbe necessario che il nostro Partito recuperi pienamente contezza dell’emergenza democratica in cui ci troviamo e apra una stagione di confronto nella società e non tanto fra i suoi gruppi dirigenti sempre impegnati nelle estenuanti liturgie autoreferenziali della propria organizzazione. Dobbiamo seminare il germe delle diversità morali e programmatiche in una società sarda evidentemente drogata da un’informazione che spesso distorce la verità e che racconta di una politica che non affronta quasi mai i problemi quotidiani della gente comune.
La Sardegna così come forse anche l’intero Paese, è purtroppo al capolinea morale della sua lunga storia autonomistica ed è bene non solo indignarsi ma finalmente anche prendere posizione, schierarsi e combattere con, senza ed oltre la politica, se vogliamo che questa deriva non renda noi ogni giorno ancor più marginali e residuali nella vita politica regionale e nazionale e senza futuro e speranza i nostri figli e le generazioni che verranno.
15 luglio 2010
