Caterina Pes

Farris oggi dal pm ma intanto resta direttore dell’Arpas

lug 13th, 2010 | By Redazione | Categorie: Articoli

Mariangela Gerini, L’Unità, 13 luglio 2010

Oggi Ignazio Farris sarà sentito dai pm. E potrebbe raccontare ciò che sa del «vento sporco». L’anziano faccendiere l’ha voluto alla guida dell’ Arpas sarda. Caterin Pes (Pd): «Perché almeno ora Cappellacci non lo rimuove?»

L’infiltrato della “cricca P3″ nella giunta campana ha gettato la spugna. E si è dimesso. In Sardegna, invece, Ignazio Farris, che, indagato, oggi potrebbe rivelare ai pm che l’hanno convocato ciò che sa dell’affare eolico, è ancora al suo posto. Alla guida dell’Agenzia sarda per la protezione dell’ambiente. Laddove Flavio Carboni lo ha voluto, per spianare la strada al suo “vento sporco”. E dove il presidente Cappellacci l’ha prontamente collocato. Anche lui, indagato per corruzione e abuso di ufficio, avrebbe dovuto essere sentito oggi dai magistrati. Ma l’appuntamento, per ora, è rinviato. Causa l’indisponibilità del suo avvocato.

C’è una cosa però che, nel frattempo, il governatore, potrebbe fare. E non fa. «Chiedere da subito le dimissioni di Farris, che da lui è stato nominato, altrimenti continuerà a governare senza il minimo di credibilità», scandisce la deputata sarda Caterina Pes, del Pd, tra le prime a sollevare il velo sull’affare eolico. E a chiedere a Cappellacci di battere un colpo. Senza ottenere risposta. Per mesi.
Gli stessi mesi che gli inquirenti ripercorrono per metter a fuoco i risvolti del piano Carboni-Verdini, da un lato la ricerca dei soldi (depositati nel banca di Verdini), degli imprenditori e dei prestanome da tirare dentro nell’affare, dall’altro il tentativo di condizionare la giunta Cappellacci. A cominciare dalla nomina di Farris, che appena nominato promette al suo mentore: “Adesso bisognerà rimboccarsi le maniche”. Finchè non lo vede al vertice dell’Arpas l’anziano “faccendiere” non concede tregua. Non solo a Denis Verdini, ma anche, a Cappellacci, anzi “Ugo” come lo chiama al telefono. Un’ansia a cui si alterna la certezza di avere la cosa in pugno. «Colpisce che Carboni, per di più in conversazioni con persone rivestite di una funzione pubblica, discorra di una nomina attribuita alla competenza della giunta, come di cosa della quale può disporre lui stesso», annota il gip nell’ordinanza di arresto.

È lo stesso Carboni a suggerire la ragione di tanto affanno. Al telefono con Farris parla delle concessioni per l’eolico: «Proprio Ugo a Roma ci ha detto che le istruttorie le fa l’Arpas», In realtà quello è l’obiettivo. Ma per raggiungerlo ci vuole una delibera ad hoc. Oggetto di numerose conversazioni. Carboni al telefono con Farris: «Sono stato fino a poco fa anche con Ugo, gli ho detto che tu stai suggerendo quei vuoti legislativi». Nel frattempo però Verdiniscopre di essere intercettato per gli appalti del G8. E tutto si blocca. Il 12 marzo 2010 la giunta Cappellacci approva in fretta e furia una delibera che mette l’affare eolico fuori dalla portata dei privati. Per Cappellacci è la prova della sua innocenza. Gli inquirenti suggeriscono invece che «tale sviluppo imprevisto va inquadrato – appunto nel contesto determinato dall’indagine fiorentina»

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