Cappellacci chieda immediatamentele dimissioni di Ignazio Farris
lug 12th, 2010 | By Redazione | Categorie: Comunicati e note stampaL’inchiesta della magistratura romana sulla torbida vicenda degli appalti per l’eolico in Sardegna – una questione da me già sollevata in tempi non sospetti – ha portato alla luce ora in maniera evidente ed incontrovertibile i legami della Giunta regionale sarda con quella che è stata definita la nuova P2, che vede al timone il faccendiere Flavio Carboni e il coordinatore del Pdl Denis Verdini. Molte teste sono cadute: dall’assessore campano Ernesto Sica al magistrato Antonio Carbone, che hanno deliberatamente scelto di lasciare il proprio incarico, ormai compromesso. Molto si è mosso, oltretirreno, mentre in Sardegna tutti sono rimasti saldi al proprio posto.
Non risulta ad oggi che il Presidente Ugo Cappellacci, indagato per corruzione e abuso d’ufficio insieme all’assessore Gabriele Asunis, abbia infatti chiesto le dimissioni del direttore dell’ARPAS Ignazio Farris, da lui nominato alla guida dell’ente su pressione del faccendiere Carboni con l’intercessione di Verdini.
In attesa dell’esito delle indagini, sarebbe politicamente inopportuno, oltre che eticamente inaccettabile che alla guida dell’ARPAS resti impunemente una persona nominata per volontà di un uomo, Carboni, che oggi si trova recluso nel carcere di Regina Coeli con la pesante accusa di costituzione di una banda assimilabile a una loggia massonica segreta che mirava a sovvertire l’ordinamento democratico, perché tali sono le influenze sul lodo Alfano.
Il Governatore Ugo Cappellacci, oltre che mettersi a disposizione della magistratura in qualità di indagato, se ha rispetto delle istituzioni dovrebbe da subito fare quanto nelle sue competenze, ovvero chiedere le dimissioni di Farris, che è stato da lui nominato.
Senza questo atto di coraggio e di pulizia, Cappellacci continuerà a governare senza il minimo di credibilità, con una pesante, pesantissima accusa sulle spalle, e dimostrerà ancora una volta di essere eterodiretto, non più solo dai vertici Pdl di Roma – il che, come sardi, non ci stava e continua a starci bene – ma da una occulta trama di interessi e poteri di dubbia moralità e legittimità.
