Caso Tuvixeddu: i poteri forti dietro l’imboscata a Renato Soru
feb 10th, 2010 | By Redazione | Categorie: ArticoliCome se non fosse stato già abbastanza chiaro in passato, sono arrivate ora le intercettazioni pubblicate sui giornali, la sentenza del Consiglio di Stato e gli atti depositati dal Procuratore della Repubblica di Cagliari Daniele Caria a svelare dietro il caso Tuvixeddu l’imponente trama di malaffare tessuta da imprenditori, politici, funzionari di Stato con pochi scrupoli mirata a mettere le mani sulla città. Una trama che non tollerava ostacoli. Non tollerava, ad esempio, che l’allora Governatore della Regione Sardegna Renato Soru si potesse mettere di traverso a un affare colossale che avrebbe riversato una colata di 150.000 metri cubi di cemento su una necropoli punica di enorme pregio archeologico. Da qui la guerra a Soru e alla sua ferma politica di tutela del paesaggio. Da qui le imboscate, da qui le lotte che mai sono state riservate a un Presidente della Regione, da qui il brindisi spudorato dell’imprenditore Gualtiero Cualbu, il costruttore che avrebbe tenuto a battesimo Tuvixeddu, fianco a fianco al neopresidente Ugo Cappellacci il giorno della sua vittoria, come se non fosse stato chiaro da che parte stavano i poteri forti.
La sentenza del Consiglio di Stato, riformando il pronunciamento del Tar Sardegna, dà di fatto ragione alla Giunta Soru nella sua strenua opposizione al cemento su Tuvixeddu, e lo stesso dicono gli atti del pm Caria, che prosciolgono l’ex Governatore e i componenti del suo esecutivo citati in giudizio nientemeno che da Cualbu. Ma sono le intercettazioni a rivelare di più di quanto non si possa leggere tra le righe – già abbastanza eloquenti – degli atti giudiziari. Se questi ultimi raccontano la disinvoltura con cui la legge è stata aggirata o piegata per portare a compimento un affare milionario, sono i dialoghi degli attori, noti ed occulti, di questa vicenda a rivelare i nomi e i cognomi di chi ha teso lo sgambetto a Soru, di chi ha mosso i fili di questo teatrino e di chi, probabilmente, continua a muoverli.
I dialoghi fra l’imprenditore Gualtiero Cualbu e il consigliere regionale Paolo Maninchedda testimoniano gli appoggi politici che il costruttore di Fonni aveva saputo guadagnarsi. Mentre è nota la violenza con cui Maninchedda si è scagliato a più riprese contro Soru, dopo essere stato inizialmente eletto con Progetto Sardegna. C’è poi il versante istituzionale: quegli intrecci fra Comune di Cagliari, Tar, Sovrintendenza ai beni archeologici, avvitati su nomi, personaggi, interessi e conflitti di interessi risolti con pochi scrupoli e una sufficiente dose di sfrontatezza. Tutti al servizio di sua maestà il mattone.
Finalmente le recenti vicende hanno scoperchiato un verminaio prevedibile. Sono ormai chiari gli ingredienti e il movente dell’antisorismo: chi i nemici di Soru, quale la fitta ragnatela di poteri occulti, (almeno fino a ieri), di palazzinari, funzionari, affaristi pronti a scavalcare le leggi e a soffocare la storia in una colata di cemento. Lo dice il Consiglio di Stato e lo dicono i dialoghi pubblicati dalla stampa in questi giorni. L’antisorismo, rovesciato giorno dopo giorno con instancabile fervore sul lavoro della precedente Giunta regionale, aveva nei suoi cromosomi l’opposizione a una politica che aveva scelto come sua linea fondante l’intransigenza, la mancanza del compromesso, il rispetto dell’ambiente, della storia e dell’interesse collettivo, e che non si è voluta piegare a un manipolo di affaristi.
Caterina Pes

che hanno dire ora i nostri amici del partito democratico che hanno contribuito, e non poco , alla sconfitta di renato soru ? alla sua politica di difesa del territorio, di difesa dei diritti di tutti i cittadini compreso quindi il diritto di usufruire di un patrimonio inestimabile
Sono molto felice che venga fatta piena luce sugli avvenimenti che hanno caratterizzato le vicende del colle di”Tuvixeddu”, che comunque non va strumentalizzato né da una parte che dall’altra. Il troppo cemento previsto era vero, come è non era vero che in tutta la proprietà Cualbu non ci fosse la possibilità di costruire. Forse il dialogo ed il compromesso (cose che Soru non conosceva e non permetteva nella sua arrogante gestione del potere) avrebbe consentito di arrivare ad una giusta soluzione dei problemi, compresi gli interessi pubblici. Ci saremmo risparmiati, anche, gli sfregi causati dalle fioriere comunali, vero insulto ai luoghi storici. Come anche avremmo evitato gli strani incarichi “ad personam” all’architetto francese Gilles Clément, senza alcun bando o gara che avrebbe consentito il rispetto della legalità e della trasparenza, nella gestione della cosa pubblica. Ci avrebbe consentito, inoltre, di arrivare a una giusta soluzione per la strada di collegamento con la grande viabilità cittadina che dovrebbe passare nel cosiddetto “canyon”. Infine, mi permetto di dar cenno alla strana coincidenza della immensa ed invasiva costruzione (altezze assurde nel contesto cagliaritano:immensa colata di cemento) della lottizzazione “fenicotteri” costruita nel silenzio assoluto, nascosta dal chiasso su Tuvixeddu.