Non i lavoratori Alcoa, ma l’impunità del premier:ecco le priorità del Governo
feb 3rd, 2010 | By Redazione | Categorie: In evidenzaMentre la maggioranza è impegnata a varare la legge sul legittimo impedimento, l’ennesima legge ad personam mirata a garantire l’impunità a vita al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, fuori dal Palazzo si sta consumando la drammatica vicenda dei lavoratori Alcoa, che ancora non vede una soluzione.
Questi giorni di tensione, dentro e fuori da Montecitorio, sono la grottesca testimonianza e la metafora di quali sono le priorità di questo Governo: non le migliaia di persone che rischiano di perdere il loro sacrosanto diritto al lavoro, che è il diritto alla dignità, non le loro famiglie e la loro disperazione, ma se stesso. Il Governo sta lavorando per se stesso, o meglio per il suo capo. Questo Paese sta subendo, giorno dopo giorno, gli scossoni di un terremoto economico che è tutt’altro che passato, e si trova ad essere gestito da un Centrodestra che continua a lavorare indisturbato sulle astuzie capaci di garantire al suo leader di superare indenne le sue vicissitudini giudiziarie. E’ un fatto grave, che indigna soprattutto perché irrispettoso del dolore di troppe famiglie.
La vertenza Alcoa è difficile, ma nessuna strada deve essere lasciata intentata. I senatori del Partito democratico si sono dichiarati disponibili ad approvare al più presto il decreto per la sicurezza dell’energia elettrica nelle isole maggiori, ora fermo alla Commissione Industria. Con questo decreto, che risolverebbe il problema dell’approvvigionamento energetico nelle isole maggiori, e quindi in Sardegna, potrebbe essere sciolto un nodo strategico all’interno della vicenda Alcoa. Eppure quel decreto, urgente e necessario, è bloccato.
Alla Camera invece il Pdl procede per far sì che i tempi della giustizia per il premier scorrano ancora più lenti, possibilmente che le lancette si fermino e il momento della verità non arrivi mai. Noi del Pd abbiamo lanciato la proposta opposta: accelerare i processi, quando gli imputati sono parlamentari. Questo a tutela sia dei cittadini, che non devono avere dubbi sull’onestà e sull’integrità morale di chi li rappresenta, sia a tutela degli stessi senatori e deputati, che non possono vedere riconosciuta la propria innocenza, nel caso, dopo troppi anni, e devono potersi presentare senza ombre di fronte agli elettori.
