In Parlamento
21 gennaio, 2010

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il Regolamento concernente norme sul riordino dei Licei (atto n. 132)

proposta di parere alternativo presentata dai deputati PES, GHIZZONI, COSCIA, DE TORRE, SIRAGUSA, DE PASQUALE, BACHELET, DE BIASI, LEVI, LOLLI, MAZZARELLA, NICOLAIS, PES, PICIERNO, ROSSA, RUSSO, La VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione), esaminato lo Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il Regolamento concernente norme sul riordino dei Licei (atto n.132); premesso che: – si ritiene urgente avviare nel nostro paese una riforma organica del sistema dell’istruzione nel suo complesso e, in particolare, dell’Istruzione superiore che sia capace di affrontare le sfide del millennio: a) dallo sviluppo esponenziale della conoscenza e delle nuove tecnologie, e del sapere come fattore fondamentale di sviluppo della persona e dell’intera comunità; b)dalla globalizzazione dell’economia e dei sistemi produttivi, profondamente innovati dalle nuove tecnologie, che hanno modificato il mercato del lavoro. Un mercato sempre più flessibile che richiede profili professionali in continua evoluzione; c) dalla crisi finanziaria ed economica che ha duramente colpito il nostro paese che richiede di essere affrontata con una nuova visione strategica e nuove politiche di controllo e di sviluppo sostenibile. Appare , quindi, cruciale ripensare al sistema dell’istruzione e della formazione; – si è rovesciato il rapporto tra istruzione formale e istruzione informale. Prima della rivoluzione della società della conoscenza, il sapere e le informazioni venivano quasi tutte conseguite a scuola, ora che solo il 30% viene acquisito durante il periodo scolastico. E’ il contesto mediatico, sociale, territoriale, la multimedialità ad egemonizzare il campo della conoscenza. I tempi e i cambiamenti sono rapidissimi e il vecchio sistema educativo non sembra stare al passo con questi fenomeni e rischia di essere sopraffatto. In tal senso, una visione minimalista del cambiamento in corso e la mancanza di un profondo processo riformatore del sistema dell’istruzione può indurre questo esito negativo; – occorre superare l’impianto enciclopedico-nozionistico e affermare un nuovo impianto critico-metodologico, affinché la scuola possa svolgere in questo nuovo contesto in modo adeguato la sua funzione. Gli studi scientifici più recenti mettono sempre più in discussione l’idea di una scuola rigida e solo trasmissiva di saperi e evidenziano come appaia sempre più artificiosa una visione che separi il sapere dal fare, la teoria dalla pratica. E’necessario affermare la centralità dell’apprendimento come il coinvolgimento e protagonismo dell’alunno e delle sue potenzialità di acquisizione delle conoscenze, come sintesi tra corpo e mente, tra dimensione cognitiva ed emotiva; – occorre, con la definizione del nuovo ordinamento, ripensare tutti gli aspetti dell’attività scolastica: • la programmazione e la metodologia della didattica; • la promozione dell’innovazione e della ricerca didattica progettata e realizzata in modo integrato tra scuola e università, valorizzando la funzione docente ; • una ricerca metodologica che sia finalizzata: ad un coinvolgimento attivo degli studenti, a livello individuale e di gruppo, capace di stimolare le loro potenzialità di apprendimento e la loro creatività; di favorire il superamento della separazione rigida tra lezione frontale e attività laboratoriale; alla definizione dei quadri orari con nuovi criteri e la riprogettazone e organizzazione degli spazi scolastici e delle attrezzature in sintonia con la nuova didattica; • la revisione dei curricula per adeguarli alla domanda sociale di cultura odierna, in funzione di una pari dignità culturale e fra i diversi saperi (umanistici, scientifici, tecnologici, artistici) e senza fratture tra i diversi cicli scolastici; • la definizione di un piano nazionale, finalizzato a valorizzare la funzione docente con lo sviluppo della loro professionalità attraverso una adeguata retribuzione; la realizzazione di programmi di aggiornamento professionale e che preveda la stabilizzazione del personale precario; la definizione di organici funzionali, una nuova normativa per la formazione di base e il reclutamento e la selezione del personale docente e dei dirigenti scolastici; • l’attivazione di un sistema di valutazione e di autovalutazione delle scuole e del personale; – occorre, inoltre, rafforzare il rapporto tra scuola e territorio, tra le istituzioni scolastiche, gli enti Locali e le Regioni, integrare le attività scolastiche ed extra-scolastiche e procedere con l’attuazione del titolo V della Costituzione; – occorre, altresì, realizzare un nuovo sistema di educazione e formazione permanente per tutto l’arco della vita; – appare, infine, fondamentale che un processo riformatore di tale portata debba porsi come obiettivo qualificante la corretta attuazione dell’elevamento dell’obbligo di istruzione a 16 anni così come stabilito dal Governo Prodi, con il DM n. 139/2007 che, adeguandosi alle indicazioni europee e, pur salvaguardando le specificità curriculari dei diversi percorsi, stabilisce che in ciascuno di essi debbano essere presenti i quattro assi culturali dei linguaggi, storico-sociale, matematico, scientifico-tecnologico. Ciò comporta che i primi due anni dell’istruzione superiore prevedano una formazione di base di ampio e consolidato respiro culturale e che, nei profili di uscita, garantisca il conseguimento degli obiettivi specifici di apprendimento. Senza una chiara definizione delle competenze attese ai 16 anni per tutti, non potrà essere superata ogni la gerarchizzazione culturale e sociale esistente tra i licei, gli istituti tecnici e professionali; rilevato che nell’ ordinamento proposto dal Governo sarebbe stata necessaria una premessa ai tre schemi di regolamento nella quale fosse delineata un’identità/finalità comune ai tre percorsi del secondo ciclo d’istruzione, da cui determinare le identità specifiche; rilevato che il provvedimento proposto dal Governo definisce un impianto non basato sulle nuove esigenze di educazione e di formazione, ma sulla necessità di rendere operanti i tagli indiscriminati alla spesa per l’Istruzione, definiti con il Decreto legge n. 112/2008, convertito con la legge n. 133/2008, e sull’assenza di un qualsivoglia indirizzo deciso dal Parlamento in ordine alle finalità culturali e alla qualità di una riforma che non può, pertanto, fregiarsi di tale titolo; rilevato altresì che questa logica di riduzione della spesa ha già comportato per l’anno scolastico 2009-2010 l’eliminazione di 11.386 posti di docente, conseguente alle misure di “razionalizzazione” connesse all’aumento del numero degli studenti per classe e alla riconduzione a 18 ore dell’orario delle cattedre di tutte le discipline; rilevato, inoltre, che alla logica dei tagli di cui sopra, il regolamento in parola determinerà un’ulteriore riduzione di 2580 unità docente più 33 docenti ITP ; rilevato che la riduzione del monte ore, in particolare nel biennio – dove più facile è la riorganizzazione del quadro orario- produrrà la riduzione del personale docente; che l’obiettivo del riordino è funzionale al contenimento della spesa e non all’affermazione di una nuova visione strategica dell’istruzione liceale del Paese; rilevato, altresì, che proprio in questa logica, va letta l’assenza di investimenti e il mancato stanziamento di risorse aggiuntive destinate alla innovazione didattica, alle strutture scolastiche (aule, attività laboratoriale ecc.) e alla formazione del personale docente. Si stigmatizza che il principio generatore della riforma – contrariamente a quanto affermato dal Ministero- che non risponde alle reali richieste che provengono dalla società contemporanea, di cui sopra, ma riporta in luce l’impianto complessivo dell’istruzione ad una visione di tipo gentiliano . Risulta assente, infatti, una vera rivoluzione di metodo capace di contenere gli elementi indispensabili per una scuola del XXI secolo, quali: a) la didattica laboratoriale di tutte le discipline tramite il sistema delle compresenze (storia/diritto; Arte/tutte; Lingua straniera /tutte; Linguaggi /tutte); b) la previsione di spazi di intersezione tra le discipline, progettualità e sperimentazioni, che invece l’Europa ci chiede; c) l’insegnamento autonomo di Cittadinanza e Costituzione; d) l’insegnamento autonomo di Linguaggi (Media Education); e) l’insegnamento almeno quadriennale di Scienze; pertanto, osservato si reputa necessaria un’attenta revisione dello schema di regolamento e dei quadri disciplinari, al fine di non disperdere la ricchezza diffusa di centinaia di licei (più di un terzo del totale) che da decenni sperimentano esperienze didattiche che hanno prodotto risultati formativi e culturali di eccellenza e conseguito gli obiettivi OCSE PISA in linea con le maggiori scuole europee; Considerato che l’orario medio settimanale sarà di 27 ore nel primo biennio dei primi quattro licei e di 31 nel secondo biennio e nel 5 anno, per i primi 3 licei(32 per il linguistico); 32 per il musicale-coreutico; 34 ( prima e seconda) e 35 (terza, quarta e quinta) per l’artistico; considerato che, appare contraddittoria la previsione per i licei di flessibilità didattiche o curricolari riservate alla scuola, nella quota del 20% al primo biennio e del 30% al secondo biennio, vincolata ad un contingente di organico annuale attribuito, in modo sempre più ridotto, dal Ministero; Considerato che, stando alle ipotesi ora al vaglio, per effetto della riduzione oraria entreranno in sofferenza molte discipline con le relative classi di concorso – pur non essendo queste ultime oggetto del regolamento in discussione – si rileva che, in particolare : a) La classe 19 A (Discipline giuridiche ed economiche) scompare dai licei linguistici e delle scienze umane e da molte sperimentazioni, mentre l’insegnamento del diritto dovrebbe essere incrementato anche al fine di rendere utile ed effettiva la nuova disciplina “cittadinanza e costituzione” che deve formare cittadini consapevoli; b) La classe 51 A (Materie letterarie con latino) nel liceo scientifico, nel liceo linguistico (da – 25 a – 50% a seconda dell’organizzazione precedente), nel liceo delle scienze umane (- 8% circa); c) La classe 50 A (Materie letterarie) nel liceo linguistico e nel liceo delle scienze umane dove, vista la presenza del latino, prevarrà il ricorso alla 51 A; d) La classe 49 A (Matematica e Fisica) nel liceo linguistico (-15% circa); e) La classe 45 A (Lingue straniere) nello scientifico (10% circa) e, relativamente alla seconda lingua straniera, nel liceo linguistico (-33% circa); f) La classe 60 A (Scienze naturali ecc.) nel linguistico e nel liceo delle scienze umane(- 25% circa ) ; g) Le classi 61 A ( Storia dell’arte) e 25 A (Disegno e storia dell’arte) dimezzate nei licei linguistico e delle scienze umane; h) La classe 36 A (Filosofia, pedagogia, psicologia) e 37 A (Filosofia e storia) nel liceo delle scienze umane (rispettivamente -33% e – 25%); i) La classe 47 A (Matematica) espulsa dai licei delle scienze umane e linguistici, poichè matematica e fisica diventano disciplina unica già nel biennio; j) Le classi 18 A (Discipline geometriche ecc.), 21 A(Discipline pittoriche), 22 A ( Discipline plastiche) nel liceo artistico; k) Le classi dalla 3 A alla 10 A (Arti varie) e della tabella D (Laboratori degli istituti d’arte) per la confluenza degli istituti d’arte nei licei artistici. Considerato che la riduzione dei quadri orari colpisce fortemente i licei interessati ai corsi sperimentali, in particolare i più diffusi quali “il Piano nazionale di informatica”, la sperimentazione della seconda lingua straniera per l’intero quinquennio nei licei scientifici, il Liceo Scientifico-Tecnologico, senza un’approfondita valutazione dei risultati formativi raggiunti; Considerato che il liceo artistico prevede un numero di ore insufficiente e mal distribuito per le attività artistiche pratiche; che il liceo artistico assorbe di fatto anche gli istituti d’arte, con conseguenze pesanti sulla molteplicità di queste scuole non riconducibili ai tre indirizzi previsti. Gli istituti d’arte dovrebbero, infatti, avere un taglio più professionalizzante ed essere legati di più al territorio, anche per non disperdere il valore degli istituti d’arte del mosaico, del corallo, dell’oreficeria, dell’alabastro, del vetro, del tessuto etc, che costituiscono un patrimonio prezioso per tanti territori. Considerato che il liceo classico, analogamente al liceo artistico, non prevede, al biennio lo studio delle scienze naturali, nonostante tale disciplina sia considerata, nei contenuti, uno dei quattro assi portanti che l’Europa ci chiede come certificazione di competenze alla fine dell’obbligo. Con la fine delle sperimentazioni ci si trova di fronte a un “nuovo” Liceo classico che ci riporta al “vecchio” : infatti in questi licei una percentuale prossima al 100% si studiano le lingue straniere anche nel triennio, per un monte di ore pari a tre ore settimanali; con la riorganizzazione le ore vengono ridotte di una unità su ogni classe, per un totale di cinque nell’intero quinquennio; viene abolito inoltre lo studio dello storia dell’Arte in tutto il quinquennio la cui sperimentazione ha permesso a buona parte dei licei classici italiani una diffusa e approfondita conoscenza del patrimonio artistico del nostro Paese. Anche per il Liceo classico ( così com’è previsto per i Licei scientifico e delle scienze sociali ) andrebbe inserita l’opzione del “Liceo della Comunicazione” che, rispondendo alla necessità di far vivere l’umanesimo perenne della classicità , attirerebbe in questa sfera anche quella parte di studenti che non se la sentirebbero di frequentare un Classico tradizionale; Considerato che i Licei scientifici tornano alle più vetuste esperienze: ad esempio, quelle delle tre ore di lingua straniera e si pone fine allo studio della seconda lingua comunitaria per tutto il quinquennio, che era stato il fiore all’occhiello delle recenti sperimentazioni. Considerato che il liceo scientifico tecnologico, così come previsto nello schema di regolamento in parola, recepisce solo in parte le caratteristiche peculiari delle attuali sperimentazioni, poiché non sono comprese le attuali ore di didattica di laboratorio. Pertanto è indispensabile una diversa articolazione delle opzioni del liceo scientifico, mantenendo nei tecnici la previsione di un’articolazione che riprenda il profilo del vecchio “liceo scientifico tecnologico Brocca” e facendo sì che, nelle confluenze, gli istituti tecnici che attualmente hanno tali sperimentazioni, rilascino il diploma di liceo scientifico tecnologico; Considerato che i Licei linguistici e delle scienze umane, finora costituiti in via sperimentale con orari intorno alle 35 ore, risentiranno maggiormente del limite imposto delle 30 ore. In tali Licei la definizione e distribuzione delle discipline risulta approssimativa: ad esempio matematica e fisica costituiscono una disciplina unica (comprensiva anche di informatica!) diversamente dal classico e dallo scientifico; arte e musica sono alternative e sono distribuite su un’ora alla settimana. Inoltre, in assenza delle sperimentazioni al Liceo Linguistico si studieranno bene solo le lingue straniere, mentre scomparirà una più vasta e solida cultura liceale. Il latino si studierà solo nei primi due anni, pur essendo,quello linguistico, indirizzo dedicato più di altri alla specializzazione dei linguaggi. Valutato negativamente che il Liceo delle Scienze umane, nel suo indirizzo tradizionale è calibrato su un asse Psico – Pedagogico, anziché, come nel resto d’Europa, su un asse Sociale. E’ un’inutile riedizione del soppresso magistrale con Latino per 5 anni e neppure un’ora di discipline giuridiche ed economiche, materia che pure appartiene all’asse culturale delle scienze umane. La classe 19 A (Discipline giuridiche ed economiche) scompare senza che si sia fatta alcuna riflessione didattica, pedagogica o del mondo dell’impresa o delle professioni. Tuttavia, il ripristino delle ore delle discipline giuridiche ed economiche non deve comportare una ulteriore riduzione di “Scienze sociali e metodologia della ricerca”. Nel biennio, manca una disciplina caratterizzante (non è prevista neanche un’ora di scienze sociali) compromettendo, così, l’identità specifica dell’indirizzo. Nel triennio la sottrazione dell’insegnamento della Filosofia ai docenti di materia d’indirizzo (A036) renderà difficile mantenere sincronia e coerenza tra i programmi di filosofia e pedagogia, pur trattandosi dello studio dei medesimi pensatori. Considerato che il liceo Musicale – Coreutico nasconde l’incognita della ricerca e dell’impiego delle risorse. In tal senso o si assume personale nuovo e abilitato o si riqualificano, per riconvertirle, i docenti di educazione musicale e di strumento provenienti dalle scuole medie. Al suo interno è previsto l’insegnamento teorico della musica e della danza, ma assai poco quello pratico, sacrificato dentro le 32 ore massime in cui si articola. Soprattutto in quanto liceo vocazionale, esso risente fortemente del mancato investimento nell’attività laboratoriale e di un rapporto poco chiaro con i Conservatori e le Accademie di danza e altre istituzioni musicali e coreutiche riconosciute. Il tema è quello della formazione e dell’abilitazione all’insegnamento. Si stigmatizza infine la previsione di affrontare un progetto così ambizioso senza nessun investimento; Considerato che gran parte del deficit formativo della scuola italiana è di tipo metodologico e l’insegnamento è ancora in gran parte libresco; bisognerebbe introdurre dovunque la pratica dei laboratori e dell’indagine scientifica. È nel laboratorio infatti, in quanto luogo di ricerca e di indagine critica, che si impara l’analisi e la soluzione dei problemi, l’uso dei modelli e linguaggi specifici, la conoscenza delle strutture sintattiche e logiche delle discipline. Benché nella attività laboratoriale ci siano le condizioni per l’attuazione di modelli didattici funzionali all’apprendimento per competenze, tale pratica purtroppo non riguarda strutturalmente i licei. Considerato che, con un evidente attacco al buon senso, l’avvio della riforma nel 2010 – 2011 riguarderà oltre alle prime classi anche le seconde. In tal modo, grazie alla contrazione dei quadri orari si otterrà il risparmio previsto; le famiglie, tuttavia, avranno iscritto i propri figli a corsi destinati a cambiare dopo un anno gli assetti curriculari, quadri orari e insegnanti. Così facendo si disattende il diritto degli alunni alla continuità educativa, e si riduce il tempo necessario per gestire il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento. Al riguardo si fa notare che non sono state ancora definite né le “Indicazioni nazionali” né le nuove classi di concorso e che, in assenza delle condizioni funzionali alla sua attuazione, un’ eventuale accelerazione del processo di riforma genererebbe solo ulteriore disagio all’interno della comunità scolastica e rafforzerebbe il convincimento che la riforma dei Licei ha per obiettivo primario il solo contenimento della spesa; Considerato che il Consiglio di Stato, pur avendo espresso parere favorevole al regolamento, ha rilevato che negli articoli riservati ai singoli percorsi liceali è assente un richiamo alle finalità generali e alla sua identità culturale poiché tali percorsi, salvo quello del liceo scientifico, sono diretti genericamente ad “approfondire conoscenza, abilità e competenza”; preso atto del parere espresso dalla Conferenza Unificata Stato, Regioni e Autonomie Locali del 29 ottobre 2009; Preso atto del parere del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione; Considerato che il Consiglio di Stato ha mostrato perplessità sulla istituzione di dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti, e per la costituzione di un comitato scientifico, poiché detti organismi entrerebbero in conflitto tanto rispetto alla riserva di legge in materia di organizzazione scolastica quanto con il rispetto dell’autonomia scolastica in base alla quale ogni scuola deve poter valutare l’opportunità di istituire tali organi nel loro specifico contesto; Considerato altresì che il Consiglio di Stato ha espresso forti perplessità in merito all’utilizzo di decreti ministeriali non aventi forza normativa, per quanto riguarda la definizione delle indicazioni nazionali inerenti gli ordinamenti, l’articolazione delle cattedre e l’autovalutazione dei percorsi previsti dai regolamenti e che, comunque, ad oggi non sono ancora formalmente definiti i regolamenti con i quali viene disposta la revisione dell’attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dell’istruzione liceale. Appare quindi del tutto evidente l’impossibilità di avviare la programmazione della nuova offerta formativa in tempo utile per l’inizio dell’anno scolastico 2010-2011 poiché non si consente alle famiglie una scelta consapevole dell’indirizzo di scuola più consona ai propri figli; Considerato ancora che in assenza delle definitive disposizioni normative le Regioni non possono, nell’ambito delle proprie competenze, definire gli indirizzi di programmazione dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2010-2011; Tenuto conto che Il Governo stesso aveva, in fase di discussione della legge finanziaria 2010, riconosciuto la validità di tale richiesta accettando un ordine del giorno, presentato dal Partito democratico, che chiedeva di procrastinare di un anno l’entrata in vigore dei regolamenti esprime: PARERE CONTRARIO sullo Schema di Regolamento in oggetto.

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Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-05274 presentata da...
 
 15 settembre 2011. Da oltre due mesi non si hanno notizie...
 
12 settembre 2011 – A distanza di oltre diciassette anni da...
 
   4 agosto 2011 – Una delle grandi sfide che saremo...
 
 3 agosto 2011 – Non mi hanno assolutamente convinta le rassicurazioni...
 
Chiarimenti relativi alla realizzazione, per conto in particolare della Guardia di...
 
7 maggio 2011 – Nell’onnivoro decreto sviluppo e fra le sue...
 
3 maggio 2011 -Il decreto legislativo sul federalismo fiscale, approvato in...
 
L’ intervista rilasciata ad AngeParl sull’aumento delle  tariffe di Tirrenia....
 
30 marzo 2011 – Sollecitare il Governo a occuparsi del caro-trasporti...
 
Unione Sarda 26 marzo 2011 «Le statue di Mont’e Prama di...
 
 25 marzo 2011 – Ho presentato insieme al collega Michele Meta...
 
8 marzo 2011 – Restituire alle regioni e alle autonomie locali...
 
13 gennaio 2011 – L’impressionante numero di casi di allevatori ammalati...
 
11 novembre 2010 – Presenterò con il collega Giulio Calvisi un’interrogazione...
 
9 novembre 2010 – Lo scorso 8 ottobre lo scrittore cinese...
 
27 ottobre -La Commissione Cultura della Camera dei Deputati, della quale...
 
26 ottobre 2010 – Nel 2008 l’Italia ha sottoscritto, insieme ad...
 
 È stata presentata oggi dai deputati sardi del PD, prima firma...
 
Giovedì 7 ottobre la Commissione Cultura ha concluso i lavori sul...
 
È stata approvata la manovra economica. Ancora una volta, col ricorso...
 
La Camera ha approvato il disegno di legge di conversione del...
 
La risposta che il sottosegretario ha dato all’interrogazione che avevo presentato con...
 
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo...
 
Pubblichiamo il video della dichiarazione di voto sulla questione di fiducia dell’On.Andrea...
 
Ho ricevuto la risposta  del sottosegretario Guido Viceconte all’interrogazione sulla riorganizzazione della...
 
Finalmente il Ministro Brunetta ha risposto all’interrogazione che avevo presentato nel...
 
Ho presentato insieme altri colleghi del PD un’interrogazione al Ministro Gelmini...
 
Bersani al presidio dei lavoratori ex Eutelia: “Stiamo con chi non...
 
Discussione generale del disegno di legge già approvato dal Senato, di...
 
La Camera con 305 voti a favore e 245 contro ha...
 
Si discute del disegno di legge approvato dalla Camera e modificato dal...
 
“È necessario un confronto urgente con la Commissione europea per stabilire...
 
Ci risiamo: lo spettro atomico torna ad aleggiare sulla Sardegna e...
 
Continua in VII Commissione Cultura della Camera l’esame dello schema di...
 
Il sottosegretario On.Giuseppe Pizza ha risposto all’interrogazione che avevo presentato sulla...
 
Approvata la proposta PD a tutela dei precari. E’ stata varata...
 
La maggioranza fa passare la pregiudiziale di costituzionalità UDC. Il PD:...
 
Sotto alla Camera, il progetto di legge torna in commissione.  ...
 
Abbiamo messo a segno una piccola, ma significativa vittoria: l’accordo siglato...
 
   Migliaia di insegnanti precari storici della Sardegna in seguito al...
 
Poste Italiane S.p.A., come specifica il sito ufficiale “è un servizio...
 
Il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 3...
 
Fare chiarezza sulla bozza di decreto che definisce i criteri di...
 
L’Associazione Nazionale Magistrati ha bollato il ddl sulle intercettazioni, diventato legge...
 
La Camera, premesso che: gli eccessi e gli abusi che si...
 
Il sottosegretario di Stato per l’istruzione, università e ricerca Giuseppe Pizza...
 
Una vittima illustre della recente Legge Gelmini sulla scuola sarà il...
 
Al Ministro della Pubblica Istruzione   Premesso che: –         agli inizi...
 
Al Ministro per le Politiche Agricole e Forestali:   Premesso che:...
 
  Insieme all’On.Ermete Relacci ho presentato un’interrogazione al Ministro delle Attività...
 
 Al Ministro della Pubblica Istruzione, dell’università e della Ricerca –  Per...
 
Come democratici, nell’esaminare la proposta di risoluzione dell’On. Garagnani, non riusciamo a...
 
“I Centri Territoriali per l’Educazione Permanente hanno svolto in questi anni...
 
È approdata ieri in Aula la discussione del disegno di legge...
 
Il Sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico ha risposto all’interrogazione da...
 
Nel sito del Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione sono...
 
Guarda il video … “Molte delle norme contenute nel decreto-legge n. 112 del 2008...
 
Al Ministro dello Sviluppo economico.   Per sapere – Premesso che:...
 
Interrogazione a risposta in Commissione presentata da MARIA ANNA MADIA giovedì...
 
Interrogazione a risposta in Commissione presentata da SCHIRRU, CALVISI, FADDA, MARROCU,...
 
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Il mio intervento alla Camera nel corso della presentazione del libro...