Question time nucleare
gen 14th, 2010 | By Redazione | Categorie: ArticoliL’intervento in aula di Ermete Realacci per illustrare l’interrogazione concernente gli orientamenti del Governo sull’individuazione dei siti degli impianti per la produzione di energia nucleare.
ERMETE REALACCI. Signor Presidente, il Governo attualmente in carica dà un ruolo centrale nel futuro energetico del Paese alla scelta nucleare. Il Partito Democratico la pensa diversamente: ritiene che, allo stato attuale della tecnologia, un ritorno al nucleare comporti costi elevati, tempi molto lunghi, rischi per la sicurezza e problemi per la gestione delle scorie.
Ma la questione che poniamo è un’altra: a suo tempo i cittadini italiani, con un referendum, hanno bocciato il nucleare; oggi, il Governo intende decidere su dove localizzare le centrali addirittura, secondo la legge, contro il parere delle istituzioni locali e delle regioni.
Al tempo stesso, questa scelta viene rinviata, in maniera tale che nelle prossime elezioni regionali non ci si possa pronunciare su questo punto, ma essa è già chiara. Per esempio, l’amministratore delegato dell’ENEL ha dichiarato che ha già in mente i siti e che non li dichiarerà neanche sotto tortura. Ma la democrazia e la trasparenza non possono esser una tortura per nessuno!
PRESIDENTE. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha facoltà di rispondere.
ELIO VITO, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, anche in questo caso, l’onorevole Realacci mi consenta, a nome del Governo, di fornire alcune precisazioni in merito ad una questione cui, evidentemente, è attribuita grande importanza dal Governo, dall’intero Parlamento, che ha votato una legge con la quale si riapre il programma nucleare nel nostro Paese, e dall’opinione pubblica. Le cose però, onorevole Realacci, non sono precisamente nei termini che lei ha illustrato. Innanzitutto, la disciplina prevista dalla cosiddetta «legge sviluppo per la produzione di energia da fonte nucleare» garantisce il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali interessati, attribuendo, in particolare, compiti di controllo e di vigilanza alla nuova Agenzia per la sicurezza nucleare, che è la sola autorità nazionale responsabile per la sicurezza nucleare.
La stessa legge approvata dal Parlamento prevede che l’Agenzia assicuri il rispetto delle norme e delle procedure vigenti a livello nazionale, comunitario e internazionale, sia per quanto riguarda il diritto alla salute e alla salvaguardia dell’ambiente sia per quanto riguarda i principi di precauzione suggeriti dagli organismi comunitari.
In questo quadro, onorevole Realacci, il riferimento all’esistenza di una mappa dei siti, così com’è formulato nella sua interrogazione, è del tutto inappropriato. Infatti, con lo schema di decreto legislativo approvato lo scorso 22 dicembre dal Consiglio dei ministri e ora all’esame delle Camere, si prevede che l’Agenzia elabori soltanto i parametri relativi alle caratteristiche ambientali e tecniche cui devono rispondere le aree del territorio per essere idonee ad ospitare un sito; questo, naturalmente, sulla base di contributi e dati tecnico-scientifici predisposti da enti pubblici di ricerca, comprese le università.Tali parametri saranno successivamente approvati dal Governo, unitamente al documento programmatico sulla strategia nucleare, sulla base di una procedura di consultazione pubblica ed istituzionale che coinvolgerà tutti gli enti ed i soggetti interessati, nonché sulla base di una valutazione ambientale strategica.Solo dopo che tale procedura sarà compiuta potrà avvenire l’individuazione dei siti, peraltro ad iniziativa e sulla base di specifica richiesta degli operatori interessati. Successivamente ancora, l’Agenzia procederà all’esame della rispondenza dei siti proposti ai criteri e ai parametri individuati e alla conseguente certificazione degli stessi siti, che sarà successivamente sottoposta, onorevole Realacci, all’intesa con la regione interessata e con la Conferenza unificata.Si ritiene, quindi, che la legge voluta dal Parlamento rispetti tutti i criteri di trasparenza e di coinvolgimento delle istituzioni locali e degli enti interessati.
PRESIDENTE. L’onorevole Realacci ha facoltà di replicare.
ERMETE REALACCI. Signor Presidente, signor Ministro, se lei avesse ragione il Presidente Berlusconi e il Ministro Scajola avrebbero mentito ai cittadini sardi e pugliesi, quando sono andati ad assicurare che lì non vi saranno centrali nucleari. E ha ragione: quelle parole sono scritte sulla sabbia, perché in realtà voi volete solo aggirare le elezioni regionali, e poi decidere dove collocare i siti.
Si tratta di una scelta che, peraltro, non è conveniente economicamente per il Paese. I cittadini italiani già pagano in bolletta 400 milioni di euro all’anno per le scorie del vecchio nucleare: quanto ci costerà il nuovo nucleare nella bolletta? Noi vi invitiamo a seguire un’altra strada, Ministro, che vi chiediamo di percorrere assieme: l’Italia deve scommettere sulla ricerca anche in campo nucleare, sull’innovazione, sulle nuove tecnologie, sul risparmio, sulle fonti rinnovabili. Il nostro Paese può fare molte cose: possiamo migliorare le nostre case, consumando meno energia e facendo pagare meno le famiglie; possiamo costruire motori che consumano di meno, possiamo aumentare il riciclaggio riducendo il consumo di energia. Già oggi, in molti campi, le nostre imprese sono leader in questi settori: siamo leader negli elettrodomestici bianchi, siamo leader nell’illuminazione; ma le pare che dev’essere la Germania, attraverso fondi europei con il progetto Desertec, a costruire grandi impianti solari nel nord Africa? Noi siamo presenti in quell’area, abbiamo le tecnologie: scommettiamo su questo, Ministro, facciamolo assieme, non percorriamo strade del passato.
Il nostro impegno, in queste elezioni regionali, è far sì che i cittadini possano pronunciarsi su questo tema, e che non solo si possa dire «no» a tale decisione, ma che si possa scommettere, a partire dai territori, su una scelta che ridà forza e fiducia nel futuro al Paese. L’Italia ce la può fare: ha le risorse, ha i talenti, ha le tecnologie. Non sprechiamoli, non inseguiamo fantasmi del passato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)
