Eutelia & Ispra: il PD difende i lavoratori ed i ricercatori
dic 29th, 2009 | By Redazione | Categorie: ArticoliAbbiamo acceso la luce sul Natale di chi è invisibile per i tg. Bersani ha annunciato l’emendamento per chi da 4 mesi non riceve lo stipendio, mentre Franceschini e Marino sono saliti sul tetto dell’Ispra con i ricercatori. Domani conferenza PD sul caso Eutelia.
Abbiamo messo in luce il Natale di chi paga la crisi sulla propria pelle e non vede motivi per sorridere: i lavoratori di EUTELIA come i ricercatori dell’ISPRA. Abbiamo provato a rompere la cappa dell’informazione legata ai cenoni e ai veglioni con le proposte presentate dal segretario del PD, Per Luigi Bersani, per anticipare lo stipendio a chi da almeno 4 mesi non lo riceve pur avendone diritto. Proposte che il governo dovrebbe appoggiare subito.
Ma c’è chi trema per capodanno: il 31 dicembre 2009 che saluteremo festeggiando con i fuochi d’artificio rappresenterà l’ultimo giorno con un contratto per 200 precari dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Ricercatori che hanno stipendi che oscillano dagli 800 ai 1200 euro al mese nell’unica agenzia nazionale pubblica di ricerca e controllo ambientale. Per noi rappresenta una risorsa e non un problema per il paese ma da 40 giorni i giovani ricercatori protestano sui tetti dell’Istituto senza che eppure il governo non ha ancora mosso un dito chiarire il loro destino.
Ieri è salito sul tetto con loro il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini .Come lui, altri parlamentari del Pd hanno fatto visita ai ricercatori in lotta: tra questi i deputati Realacci, Bratti, Colombo, Bachelet e i senatori Ferrante e Marino, il giorno di Natale e alla vigilia di Natale la deputata Marianna Madia. Tante presenze per un impegno: far sì che il governo decida del loro futuro, di quello della ricerca pubblica, senza abbandonarli.
Per Eutelia: domani la conferenza con le proposte del PD. Martedì 29 dicembre 2009, alle ore 12.00, presso la sede dell’EUTELIA (Corso Svizzera, 185), a Torino la Delegazione piemontese dei Parlamentari del PD promuove una Conferenza stampa nel corso della quale verranno illustrati l’emendamento (primo firmatario il Segretario Nazionale Pierluigi Bersani) presentato al Decreto Mille-proroghe e le azioni che il PD intende assumere per proseguire nella lotta con i lavoratori dell’Eutelia.
Interverranno Stefano Fassina (Segreteria Nazionale PD, Responsabile Economia), Francesco Boccia (Portavoce Gruppo Parlamentare PD per le questioni economiche), i Segretari locali Gianfranco Morgando e Gioacchino Cuntrò, i rappresentanti dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, i parlamentari PD Piemonte:
Il loro è un caso emblematico e il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ha annunciato di voler proporre alla maggioranza di istituire un Fondo che anticipi gli stipendi a loro dovuti, andando a coprire un buco normativo. Le normative vigenti, innanzitutto quelle relative al sostegno al reddito dei lavoratori, non coprono tutte le fattispecie di crisi aziendali oggi evidenti. In particolare, vi sono aziende abbandonate dal management e dalla proprietà nelle quali i lavoratori non solo non ricevono da mesi le retribuzioni dovute, ma non possono nemmeno accedere ai trattamenti di disoccupazione, né richiedere anticipazioni del TFR, fin quando non sia formalmente dichiarato lo stato di crisi. In tale situazione, si trovano, ad esempio, alcune migliaia di lavoratori del gruppo Omega-Eutelia, da oltre 6 mesi senza stipendio e senza alcun sostegno al reddito. Per coprire il buco normativo e per dare risposta a un gravissimo problema sociale siamo pronti a presentare un emendamento al “Decreto Mille-proroghe”per istituire un “Fondo di garanzia per l’anticipazione dei crediti di lavoro”.
L’obiettivo del Fondo è anticipare, anche parzialmente, i crediti maturati dai lavoratori in caso di insolvenza dell’impresa nel pagamento delle retribuzioni.
Il Fondo viene gestito dal ministero del Lavoro al quale spetta il compito di valutare le condizioni effettive di ciascuna specifica situazione. All’intervento del Fondo possono accedere, a domanda, i lavoratori che abbiano maturato crediti di lavoro per un ammontare di almeno 4 mensilità.
Il Fondo ha carattere rotativo, in quanto l’amministrazione si sostituisce al lavoratore nel rapporto di credito con l’impresa. Voglio augurarmi che la maggioranza comprenda l’assoluta urgenza di una simile misura.
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Per Ispra: le proposte PD.“La prima riforma da fare è dare una indennità di disoccupazione universale, come avviene in Francia o in Germania, a prescindere dal tipo di lavoro che si è svolto. Cominciamo da lì e non parliamone solo per riempire i giornali – ha detto Dario Franceschini – tre giorni sono più che sufficienti perchè ci sia un atto concreto conseguente alle parole del ministro. Chiedo al governo un intervento immediato al fine di scongiurare il licenziamento per 250 ricercatori dell’Ispra, che a fine mese avranno i contratti scaduti e si troveranno senza lavoro”.
“Se sarà necessario tornerò a ad arrampicarmi sui cancelli dell’Ispra anche il 31 di Dicembre” fa sapere il senatore Ignazio Marino. “Il 31 del mese scadrà il contratto di circa 200 precari dell’Ispra, non dobbiamo abbandonarli, abbiamo il dovere di sostenerli e raccogliere le loro istanze. Sono pronto anche a passare la sera di capodanno insieme a loro per dimostrare tutta la mia solidarietà nel momento in cui rischiano di perdere il posto di lavoro”. Si appella al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che finora non ha fatto nessun atto concreto a favore dei ricercatori dell’istituto: “Il governa ascolti i reali bisogni della gente invece di focalizzarsi sulle necessità di una singola persona. La prima riforma da mettere in campo è dare un’indennità di disoccupazione universale a tutti, a prescindere dal lavoro svolto. Spero che nelle prossime ore arriverà un segnale concreto anche dal governo, al momento troppo miope per capire che lo sviluppo del paese passa in buona parte da quanto decidiamo di investire sui giovani e sulla ricerca pubblica. Se non puntiamo su queste due risorse, non abbiamo un futuro”.
